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Se osserviamo una pianta di zucca, possiamo notare che il suo crescere, espandendosi, riproduce il mondo. I suoi rami infatti, si allungano sul terreno circostante, come in esplorazione verso l’infinito. La pianta madre, si sviluppa attorno alla propria idea di crescita e trasformazione, fino a che non avrà portato a termine la maturazione del suo frutto, con una forza vitale quasi primitiva. Pur mantenendo la duplice natura dei suoi fiori, producendo al tempo stesso fiore maschio e fiore femmina, che insieme attraverso l’impollinazione fanno nascere la zucca, nel corso della storia ha cambiato diverse forme.

Come insegnano alcune popolazioni primitive, la zucca è utile come recipiente: ancora oggi infatti, alcuni popoli dell’Africa equatoriale la usano per contenere il latte, sale e farinacei. I contadini sanno, da tempo, che non bisogna seminare i meloni vicino alle zucche, altrimenti perderanno il loro gusto originale e avranno quello della zucca.

Alcune varietà, dalla forma talvolta strana, coloratissima e bitorzoluta, a forma di bottiglia, fanno bella mostra di sé su tavoli e credenze, diventando veri e propri oggetti d’arredamento. Sono amate dai pittori perche’ simbolo della pienezza della vita, della maturità e del sole. La zucca è un frutto magico, leggendario: in passato, quelle giganti e vuote, venivano usate dai marinai come boe o come salvagente per inesperti nuotatori: nel Medioevo infatti, alcuni racconti descrivono come uomini e donne siano stati salvati dalla corrente di acque impetuose grazie a formidabili zucche.

 

 

Pubblicato in: storia degli alimenti
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