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Questi bulbi rosei dall’ aspetto falsamente innocente, saranno stati amari come il fiele ma avevano la fama di essere ottimi afrodisiaci, e percio’ erano molto quotati.

A volte si vedeva gente che in quei bulbi riponeva una fiducia talmente illimitata da sperare che essi potessero dar loro giovanili energie. Cosi’ un divertito Marziale, vedendoli divorar da un vecchio lo avvertiva:” dato che tua moglie e’ vecchia e le tue membra sono morte i lampascioni potranno soltanto riempirti lo stomaco”. Comunque la credenza era talmente radicata che ancora dopo secoli nell’antica Roma un piattino di essi veniva servito durante il banchetto nuziale. Una ricetta in questo senso ci viene fornita da Apicio che, a rinforzarne le proprieta’, aggiunge rucola e pepe.    

Lessare i lampascioni in acqua leggermente salata e servirli con pinoli spezzettati, rucola fine e una spolverata di pepe.

I lampascioni sono il bulbo di una pianta selvatica “Muscari comosum” che cresce spontanea in terreni incolti; ricorda molto la cipolla e in Puglia sono considerati una prelibatezza


 

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