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Il sale è una sostanza vitale e tutti gli uomini ne condividono la necessità.
La storia della sua produzione, distribuzione e consumo è intrecciata strettamente con la storia dei popoli prima e quindi con quella degli stati, così come quella del rapporto, talvolta controverso, tra lo stato e i suoi cittadini.

La relazione che esiste in Nord Africa tra le risorse di sale e gli insediamenti umani è sottolineata dallo storico greco Erodoto, nel V secolo a.C.:
"Al di là di quelle fiere si stende un’altura di sabbia, da Tebe d’Egitto alle colonne d’Ercole. In questa zona, all’incirca ogni dieci giorni di cammino, ci sono blocchi di sale e collinette, e sulla sommità di ciascuna collinetta zampilla da mezzo il sale acqua fresca e dolce, e attorno vi abitano gli uomini. […] Per primi si incontrano a 10 giorni di viaggio da Tebe gli Ammonii. […] Dopo gli Ammonii, attraverso il ciglione sabbioso, ad altri 10 giorni di marcia c’è un ponticello di sale, simile a quello degli Ammonii, ed acqua; e vi abitano attorno uomini. Questa località ha nome Augila. Qui usano venire i Nasomoni a raccogliere i frutti delle palme. […] Poi dopo altri 10 giorni di marcia un’altra montagnola di sale e acqua, e vi abitano attorno uomini. Sta vicino a questa montagnola un monte che ha nome Atlante ".
I giacimenti a cui Erodoto fa riferimento sono il risultato del prosciugamento di un bacino di acqua salmastra e ancora oggi, come allora, imponenti carovane di cammelli attraversano il deserto trasportando il sale lungo le antiche vie lungo le quali hanno viaggiato un tempo anche oro e schiavi.

Come in Africa, anche in Europa le vie del sale, lunghe anche centinaia di chilometri collegano centri di produzione a luoghi di consumo.
La transumanza delle greggi di montoni, accompagnate da muli o da asini per trasportare viveri lungo piste tracciate nell’antichità, dà un’idea di questo commercio.
Le antiche vie del sale risalgono all’epoca romana, dal medioevo in poi se ne può seguire quindi la trasformazione da mulattiera a carrozzabile, quindi in strada ferrata.
Le vie del sale consentono scambi tra le regioni e il consolidamento di poteri economici come quello di Venezia o delle città anseatiche, a nord della Germania. Il sale di Lüneburg giunge a Lubecca ed è poi esportato in Scandinavia oppure verso le isole Shetland, a nord della Scozia, dove viene utilizzato per la preparazione delle aringhe in barile; in questo modo le navi possono tornare in Germania cariche di pesce.

 

fonte www.eat-ing.net

Pubblicato in: storia degli alimenti
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