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Amaro al Tartufo

Grappa al Tartufo
 

Grandi Vini Senesi

   Creme e Salse al Tartufo
 

 

Miele

di Montalcino

 Pasta della Val d'Orcia

 


Le prime notizie certe sul tartufo compaiono all’epoca di Plinio il Vecchio. Nel I secolo d.C., grazie al filosofo greco Plutarco , si tramandò l'idea che il prezioso fungo nascesse dall'azione combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini. Il poeta , Giovenale, spiegò che l'origine del prezioso fungo, a quell'epoca chiamato "tuber terrae", si deve ad un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia

il  tartufo bianchetto della toscana (tartufo marzuolo), il  tartufo bianco della toscana, il tartufo nero pregiato della toscana,il  tartufo nero uncinato della toscana e il  tartufo scorzone della toscana (tartufo d'estate della toscana) sono annoverati fra i prodotti tradizionali toscani tipici.

 

AssoTartufi è nata proprio come nasce il tartufo. Frutto fortuito e quanto mai spontaneo di una coincidenza di condizioni: ambientali, climatiche, naturali e, pur in minima parte, favorite dall’uomo. E’ l’uomo, infatti, che alle soglie del Terzo millennio si adopera per mantenere integre le “tartufaie”, ovvero quelle aree del territorio storicamente più propizie per la nascita del tartufo; è, per altri versi, la natura che pensa al resto: a far sì che in determinati periodi dell’anno un mix irripetibile di umidità, precipitazioni atmosferiche, esposizione al sole (ed alla luna) renda possibile il miracolo del tubero.

AssoTartufi è nata proprio seguendo questo percorso: sono uomini e donne coloro che hanno deciso di valorizzare quello che la natura continua, dai tempi dei tempi, a restituire, ignara di modernità e globalizzazione, in quel particolarissimo habitat chiamato Crete Senesi.

 

Le tartufaie delle Crete Senesi sono le più estese della Toscana.
Con 40 ettari di terreno rappresentano una vera e propria riserva tartufigena in cui i membri dell’Associazione Tartufai Senesi si alternano tutto l’anno per la pulizia, applicando una politica di contenimento del degrado con lo scopo di favorire la tutela, la raccolta, la produzione e la valorizzazione del tartufo bianco (tuber magnatum pico), del marzolo (tuber albidum) e del nero estivo (tuber aestivum vitt) della zona, anche attraverso una opportuna opera di informazione e pubblicizzazione.

Il tartufo vive sotto terra è l'unica possibilità di portarlo alla luce per il cercatore è quella di stringere un'alleanza con un cane dal fiuto finissimo e per questo particolarmente addestrato a riconoscere l'intenso aroma del tartufo. Viene denominato "tartufaio" colui che "armato" di cane, esperienza ed un po' di fortuna si prodiga nella ricerca del prezioso tubero. Per essere in regola con la legge il tartufaio deve possedere un tesserino di riconoscimento che lo abilita alla ricerca nei luoghi in cui è consentita .Il tartufaio deve però agire nel rispetto della natura circostante e delle proprietà altrui. Quando il fedele compagno fiuta il tartufo nel punto in cui è nascosto, lo indica al tartufaio che con un'apposito zappino comincia a scavare fino a quando trova l'ambito tesoro. In seguito il tartufaio deve rimettere a posto le zolle di terreno che ha rimosso. Per un ricercatore esperto tutte queste operazioni sono scontate anche perché di solito chi pratica questo lavoro non vuole lasciare tracce del suo passaggio.

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