Un'Italia a tavola

La Panzanella ..la proposta della Pro Loco di Maiolo (RN) per "Un'Itàlia"

La realtà del nostro paese è legata principalmente al pane e suoi derivati, cotti ancora nei vecchi forni a legna , un pane preparato con lievito madre pazientemente con le nostre mani. Un piatto che i nostri avi ci hanno tramandato è "La panzanella " che veniva fatto con il pane ormai abbastanza duro da consumarsi(in quanto panificavano ogni otto

Tagliatelle all'Oscarino : la proposta di Giorgio-Bar Centrale Lovere (BG) per "Un'Itàlia"

Un piatto locale..  gastronomia che è dentro il nostro dna e che affonda le radici nella storia della nostra terra. Non a caso  il contorno delle tagliatelle all'Oscarino è a base di pesce del nostro lago

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L’origine del “frico” un formaggio fritto croccante, (quella croccante è solo una delle numerose versioni esistenti; ma ve ne sono moltissime, nelle quali al formaggio – più o meno stagionato – vengono aggiunti altri ingredienti, come cipolle, patate, mele, erbe aromatiche) si perde veramente nella notte dei tempi. La prima ricetta scritta, con il nome di “Caso in patellecte” si trova nel “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan nella seconda metà del secolo XV: “Piglia del caso (formaggio) grasso che non sia troppo vecchio né troppo salato…et tagliarai in fettolini… et habi delle patellecte (padellette) fatte a tale mistero…”.  Nella tradizione della montagna, il frico croccante, insieme alla polenta fredda (ben soda) era cibo tradizionale che i boscaioli potevano trasportare negli zaini.
Viene preparato in cucina e, da qualche anno,  nei laboratori di gastronomia; non vi sono particolari indicazioni per la conservazione. Più recentemente, si è iniziata la produzione su scala artigianale; in questo caso viene confezionato sottovuoto.
Si prende del formaggio stagionato (Montasio, latteria o malga) da 6 a 12 mesi e lo si grattugia. Si fa scaldare una padella di ferro unta leggermente (o un tegamino antiaderente) e vi si sparge in uno strato sottile ed uniforme una bella manciata di formaggio (a seconda delle dimensioni della padella e della quantità di formaggio, lo strato sarà pressoché circolare con un diametro dai 10 ai 15 centimetri. Si schiaccia con una paletta per far uscire il grasso in eccesso e, quando è dorato, lo si stacca con cura (per non romperlo) dal tegame e lo si fa rosolare dall’altro lato. Togliere dalla padella e far raffreddare su una carta assorbente da cucina. Ne risulta un “biscotto” di formaggio friabile e molto saporito.
 

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Sapori dimenticati

Le taccole

La taccola è una varietà di pisello della quale si consuma il baccello intero, particolarmente tenero e dolcissimo. I baccelli, larghi e piatti,  contengono semi molto piccoli e possono essere di colore bianco o verde.

Il frutto dimenticato... La Sorba

I frutti della sorba domestica sono acheni racchiusi in un falso frutto, formato dal ricettacolo accresciuto a forma di pera, di colore verde, giallastro, arancione, con striature rosse. In realtà quindi si utilizza il falso frutto, peraltro molto appetito dagli uccelli.


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