Un'Italia a tavola

"Fritüra" alla Sunese ..la proposta della Pro Mottoscarone-Suna (NO) per Un'Itàlia

La “fritüra”, il piatto sunese per antonomasia, richiama alla civiltà contadina del passato dove il maiale, e la sua uccisione alla fine  dell'autunno, era uno dei momenti più importanti e attesi dell'anno

Baccalà con i porri : la proposta dell'Agriturrismo Terra Mia di Serravalle P.se (PT) per Un'Itàlia

Il primo prodotto caratteristico che non trova eguali o simili in Italia è il pane toscano, caratterizzato dalla mancanza di sale.. e la semplicità nel preparare e abbinare i prodotti tipici del territorio – dagli arrosti ai salumi, dalle zuppe agli ortaggi e dal rinomato olio   è la caratteristica distintiva della cucina toscana

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La cucina del territorio e la sua storia non si scrive.. si racconta

Il condimento, come sempre nella storia della Cucina di territorio seguiva l'andamento delle stagioni e rifletteva lo status della famiglia:

Estate: pomodoro fresco, aglio poco olio e.v.(prezioso e destinato alla tavola del Signore, pur se lavorato col sudore del Contadino), ingentilito da basilico e stuzzicante peperoncino.

Inverno:conserva di pomodoro asciugata al sole dell'estate, condita con cipolla rossa poca sugna e per chi poteva, con pecorino e ricotta secca grattuggiata.   nel periodo della mattanza del maiale, la carne frequentava anche le tavole non padronali, pertanto ricchi sughi di conserva di pomodoro con spuntature di carne di maiale, cipolla, vino rosso, cotiche fresche e ossa risulta della lavorazione delle carni, tutto arricchito da pecorino ricotta salata e pepenero pestato grosso. Per pulire la bocca, peperoncini in conserva d'aceto. le stagioni di mezzo godevano di un condimento fatto delle ultime e delle prime produzioni dell'orto.  memoria di invasioni Arabe, il condimento in bianco con aglio, olio e.v., mollica di pane, pepe rosso in polvere e miele.
spesso per onorare la festa giorno di riposo, in mancanza d'altro bastava olio, acciughe dissalate e mollica rafferma, a colorare pepe rosso in polvere.


disporre la farina a fontana su un piano di legno, sciogliere il sale in poca acqua tiepida, aggiungere l'olio e cominciare a bagnare la farina impastando poi con vigore-olio di gomito. lasciare riposare l'impasto ottenuto per 1 ora coperto da un panno.
riprendere l'impasto e lavorarlo per 5minuti, staccare piccoli pezzi di pasta da stendere fino a ottenere dei"grissini"più sottili di un mignolo, da "cavare"con: 1 in provincia di Catanzaro con 1cannuccia sottile di fiume, a Paludi(CS) con un ramo di Salice piangente( salicunu), a Rossano e in gran parte della restante Calabria, con un ferro lungo 2palmi e quadrato(si usavano ferri quadri di vecchi ombrelli) oppure opportuni ferri tondi lavorati dagli Zingari e venduti nelle fiere.

 

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Sapori dimenticati

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.

Il finocchio selvatico

È stata una delle piante più usate nell'antichità ai fini della conservazione delle derrate alimentari. Già i romani lo seccavano e mettevano nelle anfore ricolme di fichi secchi, olive o erbaggi sotto aceto.


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