Un'Italia a tavola

Riso con salsa di cipolla : la proposta di ProLoco Castelleone di Suasa (AN) per "Un'Itàlia"

La cipolla è un prodotto tipico di Castelleone di Suasa e si coltiva da molte generazioni, anche se oggi gli ortolani sono rimasti in pochi. La cipolla coltivata fino a qualche anno fa era un prodotto tipico ed unico: si trattava della vera cipolla di Suasa, una cipolla dalle tunche rosacee e di sapore dolce.

“Capun de galera” ,,la proposta ProLoco di Armo (IM) per Un'Itàlia

Il “Capun de galera” è un  piatto freddo caratteristico di Armo   tramandato da madre in figlia fino ai giorni nostri. E’ composto  di verdure di stagione. Il nome “Capun de Galera” probabilmente sta a significare il legame che questo piatto ha con ...........

Pubblicazioni News

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Ferriero Corbucci (scomparso qualche anno fa) è stato uno dei Partigiani simbolo della Resistenza della nostra Provincia (Pesaro). Nel suo libro:I Maltagliati (Ed. Arti Grafiche Della Torre, 2008), racconta della sua evasione(1944) dalla caserma Paolini di Fano per raggiungere le colline di Schieti, dove dopo alcuni giorni di fuga dai nazi-fascisti e nascondigli tra rovi e bosco, fu trovato, ormai stremato dalla stanchezza e dalla fame, da un contadino del luogo, che lo raccolse semi-svenuto e lo portò con sè a casa sua.
Qui la moglie del contadino, rifocillò con un buon piatto di maltagliati con fagioli il giovane Ferriero, che da allora, racconta nel suo libro, ripresosi, iniziò il suo percorso di Resistenza, unendosi sui monti alla brigata Partigiana Garibaldi.
Quindi, i maltagliati rimasero per Lui sempre un piatto che, oltre a salvargli la vita, gli diede la forza di riprendere a combattere contro i nazi-fascisti, per la libertà e la democrazia, e scrive ancora, che periodicamente, quando ormai tutto era finito, si faceva preparare dalla moglie, un piatto di maltagliati con fagioli, evocando ogni volta quei tristi momenti, ma densi di passioni e solidarietà umana.

Ingredienti: farina 300 gr., farina di fioretto di mais (200 gr.), 2 uova, sale q.b.
Ingredienti per il sugo: fagioli borlotti, 172 cipolla, 1 spicchio d’aglio, olio e.v., pomodoro, sedano, cotenna di maiale,sale e pepe.

Procedimento: mettere la farina e il fioretto di mais a fontana, aggiungere le uova e un pizzico di sale e poca acqua. Incorporare con una forchetta la farina, impastare a mano per 20 minuti c/a e lasciare riposare per ½ ora. Stendere l’imapsto con il mattarello, infarinando leggermente il piano di lavoro e la sfoglia che si andrà a formare. Tagliare la sfoglia in modo irregolare e spolverare leggermente con farina e lasciare asciugare (si consiglia di preparare l’impasto la sera prima del
consumo).
Procedimento sugo: lasciare a bagno i fagioli borlotti per una intera notte. Preparare un brodo di carne (1/2 litro). Tritate finemente la cipolla, l’aglio il sedano e una carota. Mettete in un tegame con un po’ d’olio extravergine, lasciate imbiondire. Aggiungete i pomodori a tocchetti (precedentemente spellati e privati di semi) e dopo che saranno cotti allungate con un mestolo di brodo e fate restringere completamente.
In un altro tegame con un po’ di olio e.v. mettete a cuocere la cotenna (sbollentata) a tocchetti e aggiungete i fagioli, 2 mestoli di brodo e dopo che è stato assorbito unite i fagioli, e le cotenne al soffritto. Cuocete ne l frattempo i maltagliati e una volta raggiunto il punto di cottura saltate in padella con i fagioli e le cotenne. Possono essere serviti anche leggermente brodosi. (questione di gusti)
 

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Sapori dimenticati

La Melagrana dalle mille virtu'

Ogni popolo che ha conosciuto la melagrana le ha attribuito un particolare significato simbolico: nell’Antico Testamento è citata come uno dei frutti della Terra Promessa, per i Fenici aveva un valore religioso e così pure per i cristiani: il rosso della melagrana simboleggiava il sangue dei martiri e la carità

Le radici di Soncino

Le radici di Soncino nel Medioevo erano già presenti sui banchetti dei nobili dell’Italia Settentrionale. La conferma arriva da dipinti di noti autori che la ritraggono con altri ortaggi tipici e cacciagione.Mac’è anche un’altra storia locale tramandata dalle famiglie Zuccotti e Grazioli, agricoltori tra i primi a coltivare radici di Soncino dall’inizio del Novecento.


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