Un'Italia a tavola

Filetto di coniglio farcito con sapori nostrani e guarnito con i colori della primavera .. la proposta di Germano Pontoni Maestro di Cucina (UD) per Un'Itàlia

In tempi non troppo remoti era  la carne prediletta per tutte le età per i suoi contenuti, adatta a stomaci deboli, all’alimentazione dei bambini e delle persone in età e consumato in più momenti delle stagioni. Giovane nella tarda primavera, adulto e bene in carne alla fine dell’inverno dopo che i maschi avevano fatto il loro,,, dovere e nutriti bene per ricostituirsi.

Gnocchi di patate al ragù d'oca della mietitura ..la proposta del Ristorante Nànà-Perugia-per Un'Itàlia

Nei secoli passati, per la mietitura, le famiglie contadine umbre usavano aiutarsi reciprocamente, riunendosi per la raccolta nei vari poderi e lavorando in gruppo, dimezzando così la fatica. Le massaie, in previsione dei pranzi da offrire ai vicini con riconoscenza per il grande aiuto, iniziavano ad allevare le oche già in inverno per farne degli splendidi, saporiti ragù.

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La tradizione in cucina, i piatti che ancora oggi si insegnano ai figli, sono l’aspetto che più rappresenta l’identità nazionale e che hanno ancora un forte legame con il territorio, con i prodotti locali e con i  nostri ricordi.

La cucina enogastronomica italiana è fatta di tante tradizioni territoriali, ognuna molto diversa dalle altre, ed ognuna con una sua storia..la storia del suo popolo

I ristoranti e gli agriturismi potranno partecipare all’iniziativa “Un’Itàlia”gratuitamente, proponendo un piatto tradizionale locale, elencando gli elementi base locali utilizzati, e la descrizione tradizionale sia in italiano che, facoltativamente, in forma dialettale, per cucinarlo

Una giuria scelta fra giornalisti enogastronomici, scrittori, chef, selezionerà i 150 piatti che più rappresentano la storia e la tradizione nazionale e che utilizzano il maggior numero di ingredienti locali. AI 150 piatti selezionati, verranno abbinati 150 vini scelti per territorialità e  concordanza di sapori. I 150 piatti e i 150 vini saranno poi riproposti in forma editoriale.

Sapere Sapori, è nato nel giugno 2006 con l’obiettivo di diffondere cultura sulla storia del cibo e delle sue tradizioni; un viaggio culturale che ci fa conoscere la storia degli alimenti, per riscoprire usanze e tradizioni di cui ogni territorio custodisce le origini. Un percorso ambizioso, che inizia dai tempi in cui il cuoco era un inventore di piatti, per confrontarli con l’interpretazione moderna e la loro trasformazione nel tempo..

L’Associazione Nazionale “Città del Vino” è nata nel 1987 dalla passione di un primo gruppo di 39 Sindaci, convinti già allora dell’importanza strategica di cominciare quella battaglia per la qualità, per quella qualità a 360 gradi non limitata esclusivamente al vino, oggi riconosciuta da tutti come la più grande ricchezza del nostro Paese.

Le Città del Vino rappresentano,oggi,  un circuito di oltre 569 enti locali, idealmente un itinerario attraverso l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare o di montagna e di ogni singola Città con una storia enogastronomica da raccontare e di piccoli Comuni, quelli che danno nome ad un vino o a un piatto, che producono nel proprio territorio vini a denominazione di origine e che sono legati al vino per storia, tradizione, cultura e per i quali ruralità ed enogastronomia insieme, sempre più hanno costituito la vera occasione per una nuova sostenibilità dei territori.

Con questa filosofia SapereSapori, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del vino, in occasione di questo momento storico, i 150 anni dell’unità d’Italia,  intendono portare alla luce la storia di 150 piatti di varie realtà regionali,promuovendo un’azione di raccolta e di divulgazione di quei riferimenti enogastronomici tradizionali che sono la storia della nostra cucina e delle nostre tradizioni

La scommessa di SapereSapori e Città del Vino è raccontare, ancora una volta, piatti d’altri tempi e vini orgogliosi che fanno parte della nostra storia e della nostra gente, piatti spesso tramandati a voce e mai scritti e vini,  che il tempo puo’ aver modificato le tecniche di lavorazione , ma che il gusto riproposto è sempre lo stesso.

1849

Sapori dimenticati

Il corbezzolo

Fiorisce in ottobre-novembre ed i frutti maturano nell'anno successivo alla fine dell'estate ed in autunno di modo che la pianta ospita contemporaneamente fiori, frutti immaturi e frutti maturi, il che la rende particolarmente ornamentale.

Il frutto dimenticato.. La corniola

Il corniolo, specie propria dell'Europa centro-orientale sino al Caucaso e all'Asia minore, in Italia si trova in tutta la penisola ma è più frequente nelle regioni settentrionali.


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