Un'Italia a tavola

Calcioni in umido all'Ascolana ..la proposta di Emilio per "Un'Itàlia"

Di calcioni, detti "li cargiù" nelle Marche ce ne sono di tutti i tipi: al forno, fritti, ripieni di ceci o di fave.. variano a seconda del territorio.. ad Ascoli sono ripieni di pecorino

Tinca al forno di Clusane ..la proposta dell'Assoc. Strada del Franciacorta (Bs) per "Un'Itàlia"

la Tinca è un pesce di acque basse, facile da pescare. e i pescatori iniziarono a vendere e cucinare nelle osterie il pesce che avevano in eccedenza, dando così il via alla tradizionale ricetta della "Tinca ripiena al forno con polenta". connotando Clusane, già alla fine dell'800, come il "Paese della Tinca al Forno"

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La tradizione in cucina, i piatti che ancora oggi si insegnano ai figli, sono l’aspetto che più rappresenta l’identità nazionale e che hanno ancora un forte legame con il territorio, con i prodotti locali e con i  nostri ricordi.

La cucina enogastronomica italiana è fatta di tante tradizioni territoriali, ognuna molto diversa dalle altre, ed ognuna con una sua storia..la storia del suo popolo

I ristoranti e gli agriturismi potranno partecipare all’iniziativa “Un’Itàlia”gratuitamente, proponendo un piatto tradizionale locale, elencando gli elementi base locali utilizzati, e la descrizione tradizionale sia in italiano che, facoltativamente, in forma dialettale, per cucinarlo

Una giuria scelta fra giornalisti enogastronomici, scrittori, chef, selezionerà i 150 piatti che più rappresentano la storia e la tradizione nazionale e che utilizzano il maggior numero di ingredienti locali. AI 150 piatti selezionati, verranno abbinati 150 vini scelti per territorialità e  concordanza di sapori. I 150 piatti e i 150 vini saranno poi riproposti in forma editoriale.

Sapere Sapori, è nato nel giugno 2006 con l’obiettivo di diffondere cultura sulla storia del cibo e delle sue tradizioni; un viaggio culturale che ci fa conoscere la storia degli alimenti, per riscoprire usanze e tradizioni di cui ogni territorio custodisce le origini. Un percorso ambizioso, che inizia dai tempi in cui il cuoco era un inventore di piatti, per confrontarli con l’interpretazione moderna e la loro trasformazione nel tempo..

L’Associazione Nazionale “Città del Vino” è nata nel 1987 dalla passione di un primo gruppo di 39 Sindaci, convinti già allora dell’importanza strategica di cominciare quella battaglia per la qualità, per quella qualità a 360 gradi non limitata esclusivamente al vino, oggi riconosciuta da tutti come la più grande ricchezza del nostro Paese.

Le Città del Vino rappresentano,oggi,  un circuito di oltre 569 enti locali, idealmente un itinerario attraverso l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare o di montagna e di ogni singola Città con una storia enogastronomica da raccontare e di piccoli Comuni, quelli che danno nome ad un vino o a un piatto, che producono nel proprio territorio vini a denominazione di origine e che sono legati al vino per storia, tradizione, cultura e per i quali ruralità ed enogastronomia insieme, sempre più hanno costituito la vera occasione per una nuova sostenibilità dei territori.

Con questa filosofia SapereSapori, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del vino, in occasione di questo momento storico, i 150 anni dell’unità d’Italia,  intendono portare alla luce la storia di 150 piatti di varie realtà regionali,promuovendo un’azione di raccolta e di divulgazione di quei riferimenti enogastronomici tradizionali che sono la storia della nostra cucina e delle nostre tradizioni

La scommessa di SapereSapori e Città del Vino è raccontare, ancora una volta, piatti d’altri tempi e vini orgogliosi che fanno parte della nostra storia e della nostra gente, piatti spesso tramandati a voce e mai scritti e vini,  che il tempo puo’ aver modificato le tecniche di lavorazione , ma che il gusto riproposto è sempre lo stesso.

1974

Sapori dimenticati

Aglio orsino

Per le persone i cui spiriti vitali si risvegliano solo lentamente dopo il lungo  periodo invernale e per chi sente ancora nelle membra e nell’umore la fredda  stagione è caldamente consigliato l’aglio orsino, simbolo della forza

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.


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