Un'Italia a tavola

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Remake della "stroncatura" calabrese al profumo di agrumi con zafarani cruschi fondenti.. proposta da Luigi Ventura
"A struncatura" in dialetto calabrese è una tipica pasta fatta con farine integrali di fattura molto antica che oggi si trova solo nella piana di Gioia Tauro..
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Abbacchio alla cacciatora ..la proposta della Pro Loco Tor Tre Ponti (LT) per "Un'Itàlia"

Uno dei piatti più popolari della tradizione contadina laziale.

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Bosa, splendida località dell’oristanese propone, oltre al famoso Malvasia di Bosa DOC, piatti legati alla tradizione e ai prodotti locali. "sas alisanzas" una tipica pasta tirata a mano formata da strisce dentellate e regolari condita con un ragù di carne che qui chiamano "ghisadu"

Ingredienti per sei persone:
500 g di semola di grano duro;
acqua q.b., sale.

PREPARAZIONE:
fare l'impasto e poi far riposare x circa venti minuti.
Stendere la pasta con il mattarello e poi tagliarla, con la rotellina dentata, a strisce irregolari, e mettere ad asciugare con una canna.


GHISADU (ragù di carne mista)

Ingredienti per sei persone:
450 g di carne mista (pecora, maiale, manzo)
450 g di (casizzolu) caccio cavallo, bovino, invecchiato;
1 cipolla;
6 pomodori maturi;
1 foglia di alloro;
1 rametto di rosmarino;
1 rametto di mentuccia selvatica;
olio extra vergine d' oliva;
1 bicchiere di vino bianco secco;
1 cucchiaio di damiglace
e pistilli di zafferano.
PREPARAZIONE:
In una padella fai imbiondire la cipolla, poi aggiungere la carne precedentemente tagliata a straccetti, il rosmarino, la mentuccia e bagnare con il vino bianco e sfumare, dopo aggiungere i pomodori maturi tagliati a concassè, sale q.b. e far cuocere per 15 minuti circa; in seguito cuocere le reginette in acqua leggermente salata e saltate in padella spolverando con il cacio cavallo invecchiato.

 

 

 

 

 

 

 

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Sapori dimenticati

Il raperonzolo

In cucina del raperonzolo si possono utilizzare sia i getti primaverili che le foglie per confezionare eccellenti insalate, ma quello che più stimano gli intenditori sono le radici, simili a quelle della rapa, ma purtroppo assai più piccole. Esse si consumano preferibilmente fresche dopo averle pulite e condite con un filo d'olio e una presa di sale.

Il Melangolo

Gli Arabi lo coltivavano fin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo importarono in Sicilia.


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