Un'Italia a tavola

Frittata di borragine ..la proposta della ProLoco Arcolana (SP) per "Un'Itàlia"

La tradizione di austerità contadina ha prodotto nel tempo una progressiva semplificazione verso piatti unici e completi che permettessero di economizzare tempo e fuoco e al contempo mettere sulla tavola almeno una volta al giorno qualcosa di "buono e gustoso"anche in tempi in cui c’era tanta fame e poco da mangiare

E Ziti co’u Ragù ..proposta di Alme

A Dummeneca almeno me voglio cunsulà, già a sera  d’ o sabbato ca cucina tutta mia o Ragù vaco a preparà!! Forse nun sarraggio nu cuoco sopraffino ma m’arrangio,me piace e magnà........
 

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La cucina tradizionale di Albano è molto legata a quella romana, ma conta anche piatti propri che utilizzano il broccolo di coltivazione locale, una varietà dal gusto più delicato (broccolo attufato, lesso coi broccoli), dolci che legano con il vino dei Castelli (ciambelline al vino) e quelle pietanze "povere", tipiche di un'antica cultura contadina, che utilizzano i prodotti dell'orto e le parti meno nobili della macellazione

Ingredienti:
1 bicchiere di zucchero; 1 bicchiere di vino bianco o rosso; 1 bicchiere di olio extravergine o  di semi se non si vuole sentirne l’odore; 1 pizzico di sale;  un pizzico di lievito se si desiderano più “gonfie” ; Farina quanto basta; Carta forno (bagnata e strizzata)

Preparazione:
Questa ricetta, non necessita di spiegazione, è molto semplice.
L’unica accortezza, è la seguente: dopo aver versato tutti gli ingredienti in una terrina, ed averli mescolati fino ad ottenere un impasto omogeneo, aggiungere la farina poco per volta, sempre mescolando, fino ad ottenere un composto morbido e vellutato.

Portare il forno a circa 180 gradi, e coprire il vassoio con la carta forno bagnata e ben strizzata.

Per dare la forma alla ciambellina, prendere con le mani molto infarinate, piccole quantità di impasto, arrotolarlo tra le mani e poi su una spianatoia ove avrete versato un pochino di zucchero, quindi unirne le estremità e adagiarli sulla carta preparata.

 

Pubblicato in: Un'Itàlia
1959

Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato: la nespola

Nella tradizione contadina era considerato un frutto ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni.

Il finocchio selvatico

È stata una delle piante più usate nell'antichità ai fini della conservazione delle derrate alimentari. Già i romani lo seccavano e mettevano nelle anfore ricolme di fichi secchi, olive o erbaggi sotto aceto.


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