Un'Italia a tavola

Trippa a Primavera ..la proposta dell'AGRITURISMO CO.BR.AG.OR. per "Un'Itàlia"

E' m piatto semplice semplice, che s'ha da fa in primavera, quanno le fave ce fanno soride ne li campi, magara vicino ar pecorino der pastore ... e er carciofo, che spera de fiorì, viè corto ar matino nella bruma, fresco e croccante com'a pochi ... 'A trippa conclude sta questione, ar dente, saporita, nutriente ... e che fa bene, ar corpo e ar portafojo ...

Gnocchi di patate al ragù d'oca della mietitura ..la proposta del Ristorante Nànà-Perugia-per Un'Itàlia

Nei secoli passati, per la mietitura, le famiglie contadine umbre usavano aiutarsi reciprocamente, riunendosi per la raccolta nei vari poderi e lavorando in gruppo, dimezzando così la fatica. Le massaie, in previsione dei pranzi da offrire ai vicini con riconoscenza per il grande aiuto, iniziavano ad allevare le oche già in inverno per farne degli splendidi, saporiti ragù.

Pubblicazioni News

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La tradizione di austerità contadina ha prodotto nel tempo una progressiva semplificazione verso piatti unici e completi che permettessero di economizzare tempo e fuoco e al contempo mettere sulla tavola almeno una volta al giorno qualcosa di "buono e gustoso"anche in tempi in cui c’era tanta fame e poco da mangiare

Ingredienti per 4 persone
gr. 400 di foglie di borragine
N° 5 cucchiai di formaggio parmigiano grattugiato
N° 2 cucchiai di latte- 4 uova
Olio per friggere sale q.b.
In un tegame rosolare la borragine, pulita e sminuzzata, per circa 5 minuti. Se si asciuga troppo aggiungere un po’ di vino bianco..Quando la borragine è ben rosolata toglietela dal fuoco e lasciatela raffreddare.
In una terrina a parte sbattete le uova, aggiungete il formaggio grattugiato e la borragine un po’ di latte e sale q.b. Mescolate bene tutti gli ingredienti, friggere in padella con olio extra vergine.
La borragine può essere sostituita da : cimi di vitalba o asparagi selvatici o cipolle o porri o ortica

 

www.prolocoarcolana.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
1929

Sapori dimenticati

Le Mele di un tempo: Campanina e Calvilla

Le vecchie varietà di mele coltivate in Italia nei secoli XVI E XVII sono andate parzialmente perdute. In breve tempo, tra la fine del secolo scorso e l' inizio di questo secolo, sono state a poco a poco sostituite con nuove cultivar rispondenti alle mutate esigenze commerciali degli operatori frutticoli.

Il Melangolo

Gli Arabi lo coltivavano fin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo importarono in Sicilia.


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