Un'Italia a tavola

Tagliatelle con gli stridoli.. la proposta dello Chef Maurizio della Tenuta Montespino (RN) per "Un'Itàlia"

Lo Stridolo è un'erba di campagna che si raccoglie da aprile a ottobre,che cruda non ha quasi  sapore ma...

Croste di polenta al forno ..la proposta dell'Agriturismo Bon Tajer-Lentiai (BL) per Un'Itàlia

Una volta non buttavano via niente che si potesse mangiare quando versavano la polenta sul tagliere mettevano "la cagliera" il paiolo su un angolo del larin camineto in modo che la crosta di polenta rimasta attaccata al paiolo si seccasse così da staccarsi e queste croste venivano mangiate cosi come un creker oppure nel latte al mattino o per fare piatti più elaborati

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Secondo tradizione i ceci come anche i fagioli dovrebbero essere cotti al fuoco del “luce” nella tipica “pignata”, contenitore di terra cotta che accostata al fuoco ribolle lentamente, una cottura lenta con aggiunta di acqua quando necessario, con varie girate della pignata sul verso del fuoco vivo e rimestate ad uso di mantecare senza posate. Si usava mettere la pignata la mattina per gustare i legumi la sera a cena e nei giorni a seguire. Se volete potete usare la pignata sulla fiammella del gas a fuoco basso.

3 porzioni abbondanti
•    250 gr di pasta formati tradizionali di lunghezza medio-corta fileja, paccheri, caserecce, maccheroni calabresi, fusilli vibonesi.
•    150 gr di ceci secchi
•    250 gr di passata di pomodoro
•    1/2 cipolla rossa di Tropea
•    Origano
•    Aglio
•    Peperoncino
•    sale quanto basta
 
PREPARAZIONE:
Se usate i ceci secchi, mettere a bagno la sera prima con un pò di sale ed acqua calda, strofinare i ceci con le mani dentro il recipiente dell’acqua; i ceci secchi hanno bisogno di maggiore reidratazione per cucinare a dovere.
Reidratati i ceci lavarli, e metterli in una casseruola con acqua ed un po’ di passata di pomodoro, un pizzico di origano ed aglio intero, olio di oliva e sale.

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Sapori dimenticati

Il mito del Mirto

Il mirto fa la sua comparsa nella letteratura in tempi assai remoti: bisogna far ricorso alle splendide pagine della mitologia greca per trovare i primi riferimenti a questa pianta.

Il frutto dimenticato... L'Azzeruolo

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive


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