Un'Italia a tavola

Torta di riso reggiana proposta dall'Uff.Turismo di Reggio Emilia per Un'Itàlia

I dolci  Reggiani sono legati alle stagioni ma la torta che fa la differenza è la Torta di Riso buona a tutte le ore

TORTA AL FORMAGGIO O DI PASQUA ...a Perugia

Si tratta di una torta salata, tipica delle feste pasquali, che a Perugia viene chiamata torta di Pasqua, di forma assai simile al ben più famoso panettone natalizio meneghino. Viene preparata con grande impegno, di spesa e di tempo, il Giovedì o il Venerdì Santo, e la tradizione vuole che, essendo questi giorni di digiuno e di astinenza, non si dovrebbe assaggiare finché non si "sciolgano le campane", a conclusione cioé del periodo di penitenza.

Pubblicazioni News

09

Secondo tradizione i ceci come anche i fagioli dovrebbero essere cotti al fuoco del “luce” nella tipica “pignata”, contenitore di terra cotta che accostata al fuoco ribolle lentamente, una cottura lenta con aggiunta di acqua quando necessario, con varie girate della pignata sul verso del fuoco vivo e rimestate ad uso di mantecare senza posate. Si usava mettere la pignata la mattina per gustare i legumi la sera a cena e nei giorni a seguire. Se volete potete usare la pignata sulla fiammella del gas a fuoco basso.

3 porzioni abbondanti
•    250 gr di pasta formati tradizionali di lunghezza medio-corta fileja, paccheri, caserecce, maccheroni calabresi, fusilli vibonesi.
•    150 gr di ceci secchi
•    250 gr di passata di pomodoro
•    1/2 cipolla rossa di Tropea
•    Origano
•    Aglio
•    Peperoncino
•    sale quanto basta
 
PREPARAZIONE:
Se usate i ceci secchi, mettere a bagno la sera prima con un pò di sale ed acqua calda, strofinare i ceci con le mani dentro il recipiente dell’acqua; i ceci secchi hanno bisogno di maggiore reidratazione per cucinare a dovere.
Reidratati i ceci lavarli, e metterli in una casseruola con acqua ed un po’ di passata di pomodoro, un pizzico di origano ed aglio intero, olio di oliva e sale.

Pubblicato in: Un'Itàlia
3634

Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato... L'Azzeruolo

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive

Le radici di Soncino

Le radici di Soncino nel Medioevo erano già presenti sui banchetti dei nobili dell’Italia Settentrionale. La conferma arriva da dipinti di noti autori che la ritraggono con altri ortaggi tipici e cacciagione.Mac’è anche un’altra storia locale tramandata dalle famiglie Zuccotti e Grazioli, agricoltori tra i primi a coltivare radici di Soncino dall’inizio del Novecento.


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.