Un'Italia a tavola

Risotto alla Monzese..la proposta di Desco Italia DOC per Un'Itàlia

Uno dei piatti piu saporiti della cucina lombarda, tipico della Brianza, la zona che da Milano porta a Lecco, dove la "luganega" la salsiccia brianzola, diventa protagonista.

TORTINO DI PATATE E TOPINAMBOUR.. la proposta dell'Osteria del Borgo-Galliate-(NO) per Un'Italia

Rinomato piatto della cucina piemontese ...prodotto principe il Topinambour che in Piemonte chiamano "ciapinabò" largamente usato anche per la bagna-caoda, altra l eccornia  rigorosamente in inverno!

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Secondo tradizione i ceci come anche i fagioli dovrebbero essere cotti al fuoco del “luce” nella tipica “pignata”, contenitore di terra cotta che accostata al fuoco ribolle lentamente, una cottura lenta con aggiunta di acqua quando necessario, con varie girate della pignata sul verso del fuoco vivo e rimestate ad uso di mantecare senza posate. Si usava mettere la pignata la mattina per gustare i legumi la sera a cena e nei giorni a seguire. Se volete potete usare la pignata sulla fiammella del gas a fuoco basso.

3 porzioni abbondanti
•    250 gr di pasta formati tradizionali di lunghezza medio-corta fileja, paccheri, caserecce, maccheroni calabresi, fusilli vibonesi.
•    150 gr di ceci secchi
•    250 gr di passata di pomodoro
•    1/2 cipolla rossa di Tropea
•    Origano
•    Aglio
•    Peperoncino
•    sale quanto basta
 
PREPARAZIONE:
Se usate i ceci secchi, mettere a bagno la sera prima con un pò di sale ed acqua calda, strofinare i ceci con le mani dentro il recipiente dell’acqua; i ceci secchi hanno bisogno di maggiore reidratazione per cucinare a dovere.
Reidratati i ceci lavarli, e metterli in una casseruola con acqua ed un po’ di passata di pomodoro, un pizzico di origano ed aglio intero, olio di oliva e sale.

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Sapori dimenticati

In Italia non si conoscono più le varietà ortofrutticole e abbiamo un'alimentazione che si è impoverita.

La meccanizzazione dell’agricoltura ha spazzato via le vecchie varietà ortofrutticole

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.


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