Un'Italia a tavola

U TOCO COI FASOI (Sugo con i fagioli) : la proposta ProLoco Arcolana (SP) per Un'Itàlia

Qui si parla di fagioli borlotti. Un tempo erano molto noti quelli di Mangia. E la Regione Liguria li ha messi nel suo atlante perché sono una delle cultivar più antiche.Arcola aveva tanta acqua e quindi una cultura forte del fagiolo fa parte del suo quotidiano

Carciofi alla giudia .. la proposta della Pro Loco Tor Tre Ponti (LT) per "Un'Itàlia"

E' uno dei piatti più famosi della cucina della Roma ebraica entrato a pieno titolo fra le tipicità laziali più conosciute

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La cipolla è un prodotto tipico di Castelleone di Suasa e si coltiva da molte generazioni, anche se oggi gli ortolani sono rimasti in pochi. La cipolla coltivata fino a qualche anno fa era un prodotto tipico ed unico: si trattava della vera cipolla di Suasa, una cipolla dalle tunche rosacee e di sapore dolce.

Ingredienti per 4 persone:
350 g di riso
4 cipolle
70 g di burro
1 cucchiaio di farina
4 dl di brodo vegetale
2 cucchiai di vino bianco secco
6 cucchiai di panna da cucina
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
Noce moscata
Sale
Pepe

Procedimento:
Lessare il riso in abbondante acqua salata in ebollizione, pulire la cipolla e tagliarla a fettine sottilissime, farla dorare in una casseruola insieme al burro e condirla con un pizzico di sale e un po’ di pepe macinato. Bagnare il tutto con il vino bianco e quando questo sarà evaporato aggiungere la farina e mescolarla accuratamente. Unire poco alla volta il brodo caldo e continuare a mescolare fino a quando la crema non sarà vellutata, farla bollire per 10 minuti e passarla al frullatore elettrico aggiungendovi la panna e un po’ di noce moscata. Aggiungere la salsa al riso intiepidito, condire con il parmigiano, con una noce di burro avanzata, rimescolare e servire subito in tavola.

www.prosuasa.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
1814

Sapori dimenticati

La mela d'Oriente: il kaki

Le prime notizie di questa specie risalgono ai Greci. Il nome Kaki compare in Giappone alla fine dello scorso millennio. Intorno alla metà del 1800 viene diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sono sorti nel Salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia.

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.


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