Un'Italia a tavola

Ciceri e tria (pasta e ceci salentina) la proposta di AnnaMaria Chirione Arnò FNPC Personal chef (LE) per Un'Itàlia

Tra tutte le cucine regionali italiane, quella salentina è senz’altro la cucina mediterranea per antonomasia.Proprio per questo, affascina e sorprende con un universo di cose buone e salutari che si combinano magicamente in una miriade di ricette facilmente replicabili.

Crema di pane e broccolo fiolaro di Creazzo.. la proposta della ProLoco di Creazzo (Vi) per Un'Itàlia

Ricetta che prevede la rivisitazione di un piato della cucina povera di tradizione vicentina “la panà”, una minestra con l’utilizzo di pane vecchio e brodo di gallina, ed il broccolo fiolaro De.Co di Creazzo, ortaggio che da più di un decennio è protagonista di una importante sagra nel comune di origine.

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La cipolla è un prodotto tipico di Castelleone di Suasa e si coltiva da molte generazioni, anche se oggi gli ortolani sono rimasti in pochi. La cipolla coltivata fino a qualche anno fa era un prodotto tipico ed unico: si trattava della vera cipolla di Suasa, una cipolla dalle tunche rosacee e di sapore dolce.

Ingredienti per 4 persone:
350 g di riso
4 cipolle
70 g di burro
1 cucchiaio di farina
4 dl di brodo vegetale
2 cucchiai di vino bianco secco
6 cucchiai di panna da cucina
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
Noce moscata
Sale
Pepe

Procedimento:
Lessare il riso in abbondante acqua salata in ebollizione, pulire la cipolla e tagliarla a fettine sottilissime, farla dorare in una casseruola insieme al burro e condirla con un pizzico di sale e un po’ di pepe macinato. Bagnare il tutto con il vino bianco e quando questo sarà evaporato aggiungere la farina e mescolarla accuratamente. Unire poco alla volta il brodo caldo e continuare a mescolare fino a quando la crema non sarà vellutata, farla bollire per 10 minuti e passarla al frullatore elettrico aggiungendovi la panna e un po’ di noce moscata. Aggiungere la salsa al riso intiepidito, condire con il parmigiano, con una noce di burro avanzata, rimescolare e servire subito in tavola.

www.prosuasa.it

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Sapori dimenticati

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.

Il frutto dimenticato: la nespola

Nella tradizione contadina era considerato un frutto ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni.


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