Un'Italia a tavola

Rustisciàna..la proposta dell'Osteria La Rava e La Fava-BustoArsizio(VA) per Un'Itàlia

Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Ravioli alla selvaggina con sugo: L'idea del piatto è nata utilizzando i prodotti che la natura del nostro territorio ci offre, Selvaggina, funghi e frutti di bosco...proposto dal Ristorante Les Granges

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L’erba amara o matricale chiamata con un nome diverso in ogni borgo: amarella, erba madre, maresina, atanasia, tanaceto, che conferisce un bel colore verde e un sapore amaro e aromatico ma gentile, è una composita con foglie frastagliate e profumatissime, utilizzata per preparare altri dolci tradizionali o frittate:tritata al momento, conferisce a queste frittelle un bel  un inconfondibile sapore

 

Ingredienti (per 8 persone):
500 gr di riso , 2 cucchiai di farina bianca , 2 scodelle di foglie fresche di erba maresina , 1 uovo , 100 gr di zucchero ,la grattugia di un limone , sale ,1 cucchiaio di olio di oliva , 1/2 bicchiere di latte

Cuocere il riso in acqua, per almeno 1 ora. Quando avrà raggiunto la densità di una crema densa, mescolarlo a lungo e salare. Farlo raffreddare, versare i cucchiai di farina bianca, l'uovo intero e mescolare, a lungo. Aggiungere un cucchiaio di olio, l'erba maresina ben tritata, lo zucchero, eventualmente qualche cucchiaio di latte per rendere più fluido l'impasto, e mescolare ancora. Lasciare riposare la pastella per almeno due ore, al tiepido. In una larga padella, portare a bollire abbondante olio. Versare dentro, a cucchiaiate piuttosto grandi, l'impasto. Quando risulteranno ben dorate, estrarre le frittelle, asciugarle su carta da pane, cospargerle di zucchero e servirle ben calde.

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Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato... L'Azzeruolo

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive

Il frutto dimenticato: La Carruba

Simile al bacello del fagiolo, ma dalle dimensioni maggiori e dal colore brunastro, la carruba è un frutto che dopo aver dato per secoli il suo apporto alimentare a uomini e animali è finito nel dimenticatoio dei ricordi, sacrificato sull’altare del “benessere”.


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