Un'Italia a tavola

STRENGHE E MARACIUOLI..la proposta dell'Agrit.Masseria Santelia -Casalbore(AV) per Un'Itàlia

il maraciulo è una verdura spontanea stagionale appartenente alla famiglia dei broccoli, di sapore amarognolo, cresce in primavera e nell’autunno lungo il percorso del Tratturo- aprile/maggio e settembre/ ottobre, che coincide con le due fasi della transumanza delle greggi;

Tozzetti alle mandorle ..la proposta dell'Assoc. "Strada del Vino Colli del Trasimeno" (PG) per Un'Itàlia

dolci tipici .di un territorio  ricco di mandorle e nocciole, preparati con frutta secca, anice e canditi da degustare assieme ad un buon vinsanto

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L’erba amara o matricale chiamata con un nome diverso in ogni borgo: amarella, erba madre, maresina, atanasia, tanaceto, che conferisce un bel colore verde e un sapore amaro e aromatico ma gentile, è una composita con foglie frastagliate e profumatissime, utilizzata per preparare altri dolci tradizionali o frittate:tritata al momento, conferisce a queste frittelle un bel  un inconfondibile sapore

 

Ingredienti (per 8 persone):
500 gr di riso , 2 cucchiai di farina bianca , 2 scodelle di foglie fresche di erba maresina , 1 uovo , 100 gr di zucchero ,la grattugia di un limone , sale ,1 cucchiaio di olio di oliva , 1/2 bicchiere di latte

Cuocere il riso in acqua, per almeno 1 ora. Quando avrà raggiunto la densità di una crema densa, mescolarlo a lungo e salare. Farlo raffreddare, versare i cucchiai di farina bianca, l'uovo intero e mescolare, a lungo. Aggiungere un cucchiaio di olio, l'erba maresina ben tritata, lo zucchero, eventualmente qualche cucchiaio di latte per rendere più fluido l'impasto, e mescolare ancora. Lasciare riposare la pastella per almeno due ore, al tiepido. In una larga padella, portare a bollire abbondante olio. Versare dentro, a cucchiaiate piuttosto grandi, l'impasto. Quando risulteranno ben dorate, estrarre le frittelle, asciugarle su carta da pane, cospargerle di zucchero e servirle ben calde.

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Sapori dimenticati

Le radici di Soncino

Le radici di Soncino nel Medioevo erano già presenti sui banchetti dei nobili dell’Italia Settentrionale. La conferma arriva da dipinti di noti autori che la ritraggono con altri ortaggi tipici e cacciagione.Mac’è anche un’altra storia locale tramandata dalle famiglie Zuccotti e Grazioli, agricoltori tra i primi a coltivare radici di Soncino dall’inizio del Novecento.

Aglio orsino

Per le persone i cui spiriti vitali si risvegliano solo lentamente dopo il lungo  periodo invernale e per chi sente ancora nelle membra e nell’umore la fredda  stagione è caldamente consigliato l’aglio orsino, simbolo della forza


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