Cibo e territorio.. un legame indissolubile

 

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Da sempre, in alcune zone della Toscana, i pici sono un vero e proprio rito. Le nostre nonne ricordano con commozione quando, la domenica mattina, nella cucina si preparavano i pici. Si faceva a gara, anche le bambine, per confezionarli meglio e soprattutto lunghissimi. La bravura sta, infatti, nel non farli spezzare mentre si "piciano". La sera poi, se avanzati, ripassati in padella e lasciati attaccare un pò sul fondo, sembravano più buoni che a pranzo.

Per 4 persone:
400 gr. Pici
4 spicchi di "aglione"
800 gr. pomodori pelati
50 gr. prezzemolo
peperoncino in polvere q.b.
olio extra vergine di oliva toscano

In una padella bassa e larga (tradinalmente casseruola di coccio) con abbondante olio extra vergine fate rosolare a fuoco basso l'aglione sbucciato e tagliato a fettine sottili. Unite i pomodori pelati ed il prezzemolo tritato e, se piace, un pizzico di peperoncino. Sale q.b. Cuocete il tutto per 15 minuti e passate il sugo ottenuto con il mixer o il passatutto. Cuocete i pici in abbondante acqua salata, scolateli a giusta cottura e saltateli nella salsa per 3-4 minuti. Serviteli ben caldi con una spolverata di pecorino (di Pienza, ovviamente !).

 

A Sarteano, paesino medievale in provincia di Siena, a questa particolare pasta si è anche voluto dare un particolare condimento: il sugo all'AGLIONE. Ovunque viene copiata questa salsa ma l'ingrediente principale viene sostituito con del comunissimo aglio. L'Aglione, invece, è un particolare tipo di aglio che nasce e cresce solo a Sarteano e dintorni. Un grosso aglio composta da soli 4 spicchi, ognuno grande come una testa di aglio normale. Coltivarlo non è semplice ed attualmente è complicato reperirlo se non dai vecchi contadini del posto. Il suo sugo, pur nella sua semplicità di preparazione, appare molto delicato nel gusto e soprattutto facilmente digeribile ed apprezzato anche da chi non è un vero amante dell'aglio.

 

www.albergoroberta.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
2018

Un'Italia a tavola

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Nella tradizione mantovana i contadini gustavano questo piatto nei campi, al termine della raccolta delle cipolle

piatto proposto da Stefania

Antichissimo Tartà è la proposta dell'Agriturismo Cantina la Villetta-Tortona (AL) per Un'Itàlia

Antichissima Tartra o Tartrà di Giovanni Goria è' un antico budino povero, salato e pepato, che risale alla notte dei tempi ed ha origine forse spagnola o barbaresca. Oggi lo mangiamo come un raffinato antipasto, ma un tempo era piatto unico delle cascine, specie nei luoghi inverni.

Sapori dimenticati

L'uva spina

La coltivazione dell'Uva spina risale al 1700; dall'Inghilterra le cultivar selezionate ben presto si diffusero in altri paesi Europei, specialmente in Germania. I frutti possono essere destinati al mercato fresco, anche se in genere sono utilizzati dall'industria alimentare per l'inscatolamento ed il confezionamento di gelatine e macedonie.

Le taccole

La taccola è una varietà di pisello della quale si consuma il baccello intero, particolarmente tenero e dolcissimo. I baccelli, larghi e piatti,  contengono semi molto piccoli e possono essere di colore bianco o verde.


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