Un'Italia a tavola

Filetto di coniglio farcito con sapori nostrani e guarnito con i colori della primavera .. la proposta di Germano Pontoni Maestro di Cucina (UD) per Un'Itàlia

In tempi non troppo remoti era  la carne prediletta per tutte le età per i suoi contenuti, adatta a stomaci deboli, all’alimentazione dei bambini e delle persone in età e consumato in più momenti delle stagioni. Giovane nella tarda primavera, adulto e bene in carne alla fine dell’inverno dopo che i maschi avevano fatto il loro,,, dovere e nutriti bene per ricostituirsi.

Carciofi alla giudia .. la proposta della Pro Loco Tor Tre Ponti (LT) per "Un'Itàlia"

E' uno dei piatti più famosi della cucina della Roma ebraica entrato a pieno titolo fra le tipicità laziali più conosciute

Pubblicazioni News

20

Da sempre, in alcune zone della Toscana, i pici sono un vero e proprio rito. Le nostre nonne ricordano con commozione quando, la domenica mattina, nella cucina si preparavano i pici. Si faceva a gara, anche le bambine, per confezionarli meglio e soprattutto lunghissimi. La bravura sta, infatti, nel non farli spezzare mentre si "piciano". La sera poi, se avanzati, ripassati in padella e lasciati attaccare un pò sul fondo, sembravano più buoni che a pranzo.

Per 4 persone:
400 gr. Pici
4 spicchi di "aglione"
800 gr. pomodori pelati
50 gr. prezzemolo
peperoncino in polvere q.b.
olio extra vergine di oliva toscano

In una padella bassa e larga (tradinalmente casseruola di coccio) con abbondante olio extra vergine fate rosolare a fuoco basso l'aglione sbucciato e tagliato a fettine sottili. Unite i pomodori pelati ed il prezzemolo tritato e, se piace, un pizzico di peperoncino. Sale q.b. Cuocete il tutto per 15 minuti e passate il sugo ottenuto con il mixer o il passatutto. Cuocete i pici in abbondante acqua salata, scolateli a giusta cottura e saltateli nella salsa per 3-4 minuti. Serviteli ben caldi con una spolverata di pecorino (di Pienza, ovviamente !).

 

A Sarteano, paesino medievale in provincia di Siena, a questa particolare pasta si è anche voluto dare un particolare condimento: il sugo all'AGLIONE. Ovunque viene copiata questa salsa ma l'ingrediente principale viene sostituito con del comunissimo aglio. L'Aglione, invece, è un particolare tipo di aglio che nasce e cresce solo a Sarteano e dintorni. Un grosso aglio composta da soli 4 spicchi, ognuno grande come una testa di aglio normale. Coltivarlo non è semplice ed attualmente è complicato reperirlo se non dai vecchi contadini del posto. Il suo sugo, pur nella sua semplicità di preparazione, appare molto delicato nel gusto e soprattutto facilmente digeribile ed apprezzato anche da chi non è un vero amante dell'aglio.

 

www.albergoroberta.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
2126

Sapori dimenticati

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.

Il Cedro

In Italia la conoscenza del cedro è molto antica. Fu classificato già da Plinio il vecchio nella Naturalis Historia col nome di "mela assira".


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.