Un'Italia a tavola

Sa Suppa Thìniscolesa (Siniscolese) proposta da ProLoco Siniscola (Nu) per "Un'Itàlia"

Il piatto tipico della cucina tradizionale siniscolese si tratta di un piatto laborioso ricco di ingredienti che fa parte della tradizione culinaria  infatti arricchiva i menù di tutte le cerimonie in particolare non mancava nei banchetti nuziali.

Risotto alla Monzese..la proposta di Desco Italia DOC per Un'Itàlia

Uno dei piatti piu saporiti della cucina lombarda, tipico della Brianza, la zona che da Milano porta a Lecco, dove la "luganega" la salsiccia brianzola, diventa protagonista.

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Castelmagno è famosa per il suo formaggio di origini antichissime. e questi "Ravioles" provengono da una antica ricetta precedente a quella dei gnocchi al Castelmagno. Non potendo disporre della cagliata del castelmagno di 2 o 3 giorni, si può usare una normale toma primo sale, stagionata di qualche giorno. Il risultato non è il medesimo ma molto, molto simile.

ingredienti (per 6 persone)
1 chilo di farina "00", 1 pezzo di toma di circa 300 gr. (preferibilmente la cagliata per fare il formaggio castelmagno-già semistagionata di 2/3 giorni) 250 gr. di burro di montagna, 250 gr. di panna fresca.

preparazione
Passate le patate al setaccio, impastate con farina e toma fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo. Allungate la pasta e formate dei rotolini o salamini, tagliateli col coltello a tocchetti di circa 2 cm, poi usando entrambe le mani, allungate arrotolando la pasta ottenendone dei piccoli salsicciotti (detti appunto ravioles). Dopo una cottura di circa 10 min. condite nel piatto di portata con il burro fuso e la panna che precedentemente avete ben scaldato con una leggera aggiunta di pepe.

www.castelmagno.is.it

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Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato: La Carruba

Simile al bacello del fagiolo, ma dalle dimensioni maggiori e dal colore brunastro, la carruba è un frutto che dopo aver dato per secoli il suo apporto alimentare a uomini e animali è finito nel dimenticatoio dei ricordi, sacrificato sull’altare del “benessere”.

Le Mele di un tempo: Campanina e Calvilla

Le vecchie varietà di mele coltivate in Italia nei secoli XVI E XVII sono andate parzialmente perdute. In breve tempo, tra la fine del secolo scorso e l' inizio di questo secolo, sono state a poco a poco sostituite con nuove cultivar rispondenti alle mutate esigenze commerciali degli operatori frutticoli.


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