Un'Italia a tavola

Rustisciàna..la proposta dell'Osteria La Rava e La Fava-BustoArsizio(VA) per Un'Itàlia

Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.

Antichissimo Tartà è la proposta dell'Agriturismo Cantina la Villetta-Tortona (AL) per Un'Itàlia

Antichissima Tartra o Tartrà di Giovanni Goria è' un antico budino povero, salato e pepato, che risale alla notte dei tempi ed ha origine forse spagnola o barbaresca. Oggi lo mangiamo come un raffinato antipasto, ma un tempo era piatto unico delle cascine, specie nei luoghi inverni.

Pubblicazioni News

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Per i CRAFUS si utilizza il fegato del maiale macinato e  avvolto nel mesentere. Il prodotto si presenta sotto forma di una piccola polpetta. Da qualche anno la riscoperta e la divulgazione di questo povero piatto della tradizione, proveniente da Buja e Artegna, avviene grazie all’Ecomuseo delle Acque del Gemonese in collaborazione con le Lady Chef dell’Unione Cuochi FVG nell’ambito del Progetto “Pan di Sorc”

Ingredienti per 6 persone

500 gr di fegato di maiale,  80 gr di rete di maiale, mezzo cucchiaio di burro, 120 gr di “ Pan di Sorc “ ( pane di  frumento, segale e  mais cinquantino) raffermo, 10 gr di uva sultanina, buccia gialla di limone e  arancia, 1 mela renetta, 2 piccole cipolle bianche, mezzo bicchiere di vino bianco secco,  1 pizzico di cannella e una grattata di noce moscata, pepe, sale  8 cucchiai di polenta gialla morbida

Preparazione:

Macinare il fegato attraverso il disco medio e  mettere in una bacinella, grattugiare il pane e aggiungere metà nel fegato, macinare l’uvetta ammollata e strizzata, la scorza grattugiata di limone e arancia, la mela e  la cipolla, unire le spezie il  sale, e quindi mescolare molto bene e lasciare riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Lavare con acqua e aceto la rete del maiale, asciugarla e allargare su un tavolo da lavoro, tagliare a quadri e dividere la preparazione in tante polpettine ( 2 a persona ),  passarle nel resto del pane grattugiato, appoggiarle sulla rete e avvolgerle. Metterle in frigorifero per qualche ora, poi farle rosolare  da ambo i lati bagnare con il vino bianco e far evaporare. Coprire per pochi minuti.
Mettere 2 cucchiaiate di polenta  sui piatti e appoggiare 2 crafus, irrorare con il sughetto formato e servire  ben caldo

italiana

Pubblicato in: Un'Itàlia
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Sapori dimenticati

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.

La mora di gelso

Tutti hanno assaggiato, almeno una volta nella loro vita, le more di rovo. Quanti conoscono invece quelle di gelso? Pochi...


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