Un'Italia a tavola

Suricitti ..,la proposta del Ristorante “La volpe e l’uva” di Macerata per Un'Itàlia

una ricetta ripresa dall'usanza povera di non buttare mai niente,in questo caso la polenta ,per farne un succulento primo piatto! gli gnocchi di polenta erano chiamati "Suricitti" per la loro forma che assomiglia ad un topolino

Rustisciàna..la proposta dell'Osteria La Rava e La Fava-BustoArsizio(VA) per Un'Itàlia

Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.

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piatto tipico della tradizione romagnola definito dai nonni piatto delle feste, perchè veniva mangiato per le feste del santo natale.

 

Impastate su una spianatoia la Farina con le Uova (sbattute con una forchetta), fino ad avere un impasto sodo, liscio ed omogeneo, che metterete a riposare per
circa 30 minuti avvolto in una pellicola (così facendo tutti gli ingredienti si amalgameranno in modo uniforme, così facendo l’impasto risulterà più facile da stendere (molto sottile) col Matterello. Nel frattempo che la pasta riposa  preparate il ripieno in una ciotola con la Ricotta, il Ravigiolo , Squaquerone, Caciotta di Mucca tenera,Parmigiano grattugiato, Noce Moscata, sale  e pepe,ottenendo un composto ben amalgamato. Dopo che avrete steso la sfoglia sottile,tagliatela con la rotella zigrinata ottenendo dei quadrati di circa 4/5 centimetri dove appoggerete sopra ad ognuno di esso un cucchiaino di ripieno,
chiudete a triangolo facendo bene aderire i bordiquindi con le dita unire le due estremità.
Cuocete in abbondate Brodo di Carne, oppure in acqua
Salata e condite con il ragù di carne.

 

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Sapori dimenticati

Il "Frico" Friulano

La prima ricetta scritta, con il nome di “Caso in patellecte” si trova nel “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino

Gli strigoli

Questa erba selvatica poco conosciuta è caratteristica per il suo sapore leggermente amarognolo, e si raccoglie principalmente in primavera inoltrata, quando è fiorita, con i caratteristici fiori bianchi o rosa a palloncino.


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