Un'Italia a tavola

Il Bustrengo.. la proposta della Pro Loco di Maiolo(RN) per "Un'Itàlia"

Un dolce tipico che ripropone il pane raffermo come ingrediente principale. un dolce rustico preparato in diverse varianti.

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Nella tradizione mantovana i contadini gustavano questo piatto nei campi, al termine della raccolta delle cipolle

piatto proposto da Stefania

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Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.  Nel mondo contadino era infatti normale che i vicini, amici e parenti, si aiutassero vicendevolmente, senza remunerazione di sorta, nelle occasioni in cui occorreva essere in molti a prestare la propria opera: la rustisciàna finale assumeva quindi l’importanza di un raduno amicale, in spirito di fratellanza e riconoscenza.
Resta ancora oggi un piatto conviviale, benché non più diffuso, per questo ne vogliamo tenere viva la tradizione.

per sei persone
Ingredienti: 1,2 Kg circa di cipolle bionde – 150 g di burro – 400 g di luganiga – 300 g di lonza di maiale – 300 g di spalla fresca di maiale – 300 g di pomodori maturi a pezzi – 1 bicch. di vino bianco – salvia – rosmarino – sale e pepe q. b.

Cottura: 2 ore

Mettere a soffriggere nel  burro le cipolle affettate; unire il sale, la salvia, il rosmarino e coprire, controllando che non brucino.
Una volta ammorbidite le cipolle, unire i pomodori e lasciar cuocere a lungo. La cottura dev’essere talmente lunga che alla fine tutto deve essersi quasi ridotto in poltiglia.
A metà cottura unire lonza e spalla di maiale a tocchetti. Dopo alcuni minuti aggiungere la luganiga a pezzi in proporzione al numero dei commensali e lasciare andare a fuoco animato ma non violento. Pepare, spruzzare con abbondante vino bianco e coprire.
Terminare la cottura, avendo cura di non far asciugare troppo.
La rustisciàna si serve con una polenta morbida ma non molle

 

 

 

Pubblicato in: Un'Itàlia
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