Un'Italia a tavola

Pici all'aglione.. la proposta dell'Albergo Roberta di Sarteano (SI) per Un'Itàlia

Da sempre, in alcune zone della Toscana, i pici sono un vero e proprio rito. Le nostre nonne ricordano con commozione quando, la domenica mattina, nella cucina si preparavano i pici. Si faceva a gara, anche le bambine, per confezionarli meglio e soprattutto lunghissimi. La bravura sta, infatti, nel non farli spezzare mentre si "piciano".

Ciceri e tria (pasta e ceci salentina) la proposta di AnnaMaria Chirione Arnò FNPC Personal chef (LE) per Un'Itàlia

Tra tutte le cucine regionali italiane, quella salentina è senz’altro la cucina mediterranea per antonomasia.Proprio per questo, affascina e sorprende con un universo di cose buone e salutari che si combinano magicamente in una miriade di ricette facilmente replicabili.

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E' un risotto preparato con la quasi ormai dimenticata salsiccia tipica monzese "la luganega di Monza". Una salsiccia di colore più tendente al bianco che al rosso, di dimensioni grosse e che al palato risulta molto delicata. I suoi ingredienti principali sono: carne di suino, grana padano, brodo di carne e marsala.

Preparazione:
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di riso
50 gr di burro
1 cipollina
700 ml di ottimo brodo
1 bicchiere scarso di ottimo vino rosso
200 gr di luganega di Monza

Affettare e rosolare la cipollina nel burro, rosolarvi il riso, aggiungere il vino e farlo sfumare. Aggiungere il brodo a mestoli, uno per volta, dopo che il precedente è assorbito.
A parte cuocere la luganega prima spellata e bollita 1 minuto in acqua, poi cotta 5 minuti bagnata di vino rosso e lasciata per 10 minuti coperta sul fuoco spento perché faccia un po’ di sugo. Tagliarla a grossi pezzi e metterne un pezzo al centro di ogni piatto con un po’ del suo sugo, schiacciandovi il risotto con un cucchiaio per farvi un piccolo incavo.
Esiste anche la variante fatta con vino bianco anziché rosso

 

www.luganegadimonza.it

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Sapori dimenticati

Le Mele di un tempo: Campanina e Calvilla

Le vecchie varietà di mele coltivate in Italia nei secoli XVI E XVII sono andate parzialmente perdute. In breve tempo, tra la fine del secolo scorso e l' inizio di questo secolo, sono state a poco a poco sostituite con nuove cultivar rispondenti alle mutate esigenze commerciali degli operatori frutticoli.

Il "Frico" Friulano

La prima ricetta scritta, con il nome di “Caso in patellecte” si trova nel “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino


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