Un'Italia a tavola

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Peposo alla Fornacina..Di questo piatto si hanno testimonianze sin dal XIII secolo, si narra infatti che i fornacini dell'Impruneta, cittadina alle porte di Firenze con antica tradizione nellla produzione del cotto, usaserro prepare questo piatto, sfruttando i forni per la cottura delle tegole destinate alla copertura della cupola del duomo di Firenze. proposto da Locanda Il Gallo

Tinca al forno di Clusane ..la proposta dell'Assoc. Strada del Franciacorta (Bs) per "Un'Itàlia"

la Tinca è un pesce di acque basse, facile da pescare. e i pescatori iniziarono a vendere e cucinare nelle osterie il pesce che avevano in eccedenza, dando così il via alla tradizionale ricetta della "Tinca ripiena al forno con polenta". connotando Clusane, già alla fine dell'800, come il "Paese della Tinca al Forno"

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E' un risotto preparato con la quasi ormai dimenticata salsiccia tipica monzese "la luganega di Monza". Risotto che, la tradizione vuole, è d'obbligo mangiare l'ultimo giovedì di gennaio in occasione del rogo della Giubbiana. Una rimanenza di festa celtica durante la quale un fantoccio raffigurante una strega viene bruciato con un sottofondo molto rumoroso. Bruciandola ci si sarebbe protetti dagli influssi negativi e si avrebbe goduto di salute e prosperità tutto l'anno

 

Preparazione:
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di riso
30 gr di burro
2 cipolline affettate
700 ml di ottimo brodo
100 gr di luganega di Monza

Rosolare le cipolline nel burro, sbriciolarvi la luganega, farla rosolare rapidamente perché non diventi dura, aggiungere il riso, rimestare bene e aggiungere un mestolo di brodo per volta fino a 5 minuti dalla fine. A questo punto aggiungere lo zafferano già sciolto nel brodo, finir di cuocere e servire con il formaggio grattugiato.

 

www.luganegadimonza.it

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Sapori dimenticati

I Bruscandoli

Sono i giovani germogli del luppolo, così chiamati a Ferrara ma detti in altre regioni del Nord 'luertìs' o 'lovertìn'. Si raccolgono in primavera tra le siepi e negli incolti.

Il raperonzolo

In cucina del raperonzolo si possono utilizzare sia i getti primaverili che le foglie per confezionare eccellenti insalate, ma quello che più stimano gli intenditori sono le radici, simili a quelle della rapa, ma purtroppo assai più piccole. Esse si consumano preferibilmente fresche dopo averle pulite e condite con un filo d'olio e una presa di sale.


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