Un'Italia a tavola

Past' e 'llesse (Pasta con le castagne lesse) la proposta di V.Capuano -Macerata Campana (CE) per Un'Itàlia

Il termine pastellessa deriva da una specialità tipica della cucina povera: la past' e 'llesse (o past' e 'llessa),ovvero la pasta con le castagne lesse. A Macerata Campania, in occasione della festa antoniana, la tradizione vuole che si prepari tale ricetta, in cui il dolce della castagna insieme al piccante del peperoncino crea un gusto abbastanza gradevole.

Frascatula ..la proposta dell'Agriturismo SanGiovannello (EN) per Un'Itàlia

La Frascatula di Enna è una polenta di verdure e pancetta; in altri paesi del circondario ennese, può essere preparata con finocchietti selvatici o cavolfiori al posto dei broccoletti. Caratteristica la ricetta tipica delle zone del leonfortese, in cui viene utilizzata una farina derivata dalla tipica Fava Larga di Leonforte

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una volta non buttavano via niente che si potesse mangiare
quando versavano la polenta sul tagliere mettevano "la cagliera" il paiolo su un angolo del larin camineto in modo che la crosta di polenta rimasta attaccata al paiolo si seccasse così da staccarsi e queste croste venivano mangiate cosi come un creker oppure nel latte al mattino o per fare piatti più elaborati

 

Per 4 persone:
80 gr di  croste di polenta ( la crosta che rimane attaccata al paiolo dopo aver versato la polenta)
300 gr di ragù fatto con il pastin ( inpasto del salame fresco “piatto tradizionale bellunese” ) 400 gr di ricotta,200 gr latte
50 gr di formaggio stravecchio grattugiato
Prima si fa il ragù con fondo di verdure “Pastin pomodoro e brodo, poi si stempera la ricotta con il latte in modo da creare una crema.
Si prende un tegame di terracotta si unge con burro e si inizia a versare 2 cucchiai di ricotta stemperata 2 di ragù una spolverata generosa di formaggio grattugiato e si copre con le croste di polenta e si procede a strati alla fine si mette in forno a 190° per 10 minuti e si serve il tegame direttamente in tavola

 

originale dialettale


Par quatro anime:
    80 gr de croste de polenta (quele che le é atorno a la caliera bele fine, opur se compra quele fate « croste de polenta Bon Tajer »)
    300 gr de ragù fat col pastin
    400 gr de puina
    2 bicer de lat
    50 gr de formai vecio gratà


Prima de tut se fa an tocio come al ragù (però se dopera el pastin al posto de la carne de vaca).
Dopo se misia la puina col lat fin che la deventa na crema, se tol na tecia de teracòta, se la onde co an poc de butiro, se met  do cuciari de crema de puina e doi de  tocio de pastin, se spiana e se met na springada de formai vecio gratà.
Se querde co an poche de croste e se ripete come prima: puina, tocio, formai, croste e avanti fin che se finis col tocio  puina e formai.
Se met te’l forno calt forte par 20 menuti.
Se se pol, l'é ‘ncora meio meterghe al so quercio a la tecia,  poiarla tel larin, querderla co an poche de bronze e zendro par na bona meda ora.
No te dighe al gusto che l'é desquerder la tecia dal zendro, tirarghe via al quercio e sentir al baòr che gnen su. Se ha belche magnà co’ quel.

 

www.bontajer.it

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Sapori dimenticati

La Nocciola

Il nocciolo, ampiamente diffuso in tutte le regioni temperate dell'emisfero boreale, è stato uno dei primi fruttiferi utilizzati e coltivati dall'uomo, rappresentando già per le prime popolazioni nomadi un'importante fonte di energia.

Le taccole

La taccola è una varietà di pisello della quale si consuma il baccello intero, particolarmente tenero e dolcissimo. I baccelli, larghi e piatti,  contengono semi molto piccoli e possono essere di colore bianco o verde.


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