Un'Italia a tavola

"Fritüra" alla Sunese ..la proposta della Pro Mottoscarone-Suna (NO) per Un'Itàlia

La “fritüra”, il piatto sunese per antonomasia, richiama alla civiltà contadina del passato dove il maiale, e la sua uccisione alla fine  dell'autunno, era uno dei momenti più importanti e attesi dell'anno

Risotto al radicchio rosso di Verona .. la proposta di Pro Loco Roveredo di Guà (VR) per "Un'Itàlia

Il Radicchio Rosso di Verona è un prodotto tipico della nostra zona, la tavola contadina ne faceva utilizzo tutto l'anno. Nella bella stagione si consumavano i radicchi da taglio, crudi in insalata mentre erano giovani, anche se amarognoli e un po' duri, oppure lessati e passati in tegame con un po' di pancetta. Altri radicchi venivano invece seminati in estate ed erano consumati dall'autunno alla primavera come 'zermoi'.

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Quest'ortaggio viene preparato in svariati modi nella cucina Marchigiana, e una volta lessato, è pronto per essere impiegato in diverse ricette: tutte tradizionalmente semplici

 

Prendere un gobbo lavatelo bene tagliatelo a listarelle,lessatelo in acqua salata,scolatelo al dente, passatelo
sotto  l'acqua fredda, preparare un trito con lardo , cipolla, rosmarino e maggiorana versate il battuto in una pentola metteteci i costicci di maiale far rosolare aggiungere i gobbi e far insaporire, spruzzare con vino bianco lasciare evaporare quindi aggiungere il concentrato di pomodoro allungato con acqua, sale,pepe,ed ancora un battuto di aglio e lardo macinato. Cuocere a fuoco basso, spolverizzare a cottura ultimata con parmigiano.( volendo si posso aggiungere ai costicci delle salsicce intere di maiale).

 

www.agriturismolevergare.com

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Sapori dimenticati

Aglio orsino

Per le persone i cui spiriti vitali si risvegliano solo lentamente dopo il lungo  periodo invernale e per chi sente ancora nelle membra e nell’umore la fredda  stagione è caldamente consigliato l’aglio orsino, simbolo della forza

La Mela Cotogna..simbolo d’amore e di fecondità.

Introdotta in tempi antichissimi era già conosciuta presso i greci e i romani che la consumavano cruda con il miele o per produrre una specie di sidro, simbolo d’amore e di fecondità.


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