Un'Italia a tavola

Risotto al radicchio rosso di Verona .. la proposta di Pro Loco Roveredo di Guà (VR) per "Un'Itàlia

Il Radicchio Rosso di Verona è un prodotto tipico della nostra zona, la tavola contadina ne faceva utilizzo tutto l'anno. Nella bella stagione si consumavano i radicchi da taglio, crudi in insalata mentre erano giovani, anche se amarognoli e un po' duri, oppure lessati e passati in tegame con un po' di pancetta. Altri radicchi venivano invece seminati in estate ed erano consumati dall'autunno alla primavera come 'zermoi'.

Calcioni in umido all'Ascolana ..la proposta di Emilio per "Un'Itàlia"

Di calcioni, detti "li cargiù" nelle Marche ce ne sono di tutti i tipi: al forno, fritti, ripieni di ceci o di fave.. variano a seconda del territorio.. ad Ascoli sono ripieni di pecorino

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Il barbozzo è il nome umbro del guanciale di maiale, ottenuto dalla conservazione sotto sale e pepe delle guance del suino.Viene particolarmente utilizzato in cucina per la preparazione di sughi

 

 

ingredienti per 4 persone:
3 hg farina di grano duro
acqua (quanto basta per avere un impasto consistente e manipolabile) dalla massa della pasta prelevare delle porzioni e ridurle a mò di spaghetto grossolano con le mani poi tagliare in pezzetti lunghi 3-4 cm con uno spiedino di metallo arrotolare il pezzetto al fine di formare un fusillo lasciare asciugare la pasta su un piano coperti con un canovaccio in cotone  portare l'acqua ad ebollizione salarla gettare la pasta scolarla bella al dente ed unirla al condimento precedentamente preparato
condimento per 4 persone:
in una padella soffriggere olio extra vergine di oliva aggiungere la barbazza circa 2 hg (guanciale di maiale molto stagionato)far rosolare aggiungere a fuoco spento la maggiorana tritata finemente o frullata insieme a mezzo  spicchio di aglio ed un cucchiaio di olio extra vergine di oliva unire il tutto ed aggiungere alla pasta al dente  terminare con una generosa dose di parmigiano reggiano grattugiato!

 

www.fontanadellepere.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
2024

Sapori dimenticati

Il finocchio selvatico

È stata una delle piante più usate nell'antichità ai fini della conservazione delle derrate alimentari. Già i romani lo seccavano e mettevano nelle anfore ricolme di fichi secchi, olive o erbaggi sotto aceto.

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.


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