Un'Italia a tavola

Ciambelline al vino... la proposta della Pro Loco di Cecchina (Roma) per "Un'Itàlia"

La cucina tradizionale di Albano è molto legata a quella romana, ma conta anche piatti propri che utilizzano il broccolo di coltivazione locale, una varietà dal gusto più delicato (broccolo attufato, lesso coi broccoli), dolci che legano con il vino dei Castelli (ciambelline al vino)

Orecchiette alla “ Norma o Normanna “ in onore di Federico II proposta da Masseria Marzalossa di Fasano BR) per Un'itàlia

Le oriecchiette sono il simbolo della Puglia, una pasta di semola di grano duro che racchiude l'aria, l'acqua e il grano pugliesi.. ingredienti che vengono lavorati tra loro con forza, fino a ottenere un impasto morbido e consistente

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La fagiolina (Vigna unguiculata L. Walp.) è uno straordinario legume del Trasimeno, lasciato in eredità dagli Etruschi e rimasto immutato nel tempo. Dichiarato presidio SLOW FOOD  ha caratteristiche di gusto particolari ed una cuticola tenera che non rende necessaria l’immersione in acqua prima della cottura.

 

 

Dosi per 6 persone: 500 gr di fagiolina, 1 carota, 1 cuore di sedano, 1 rametto di rosmarino, 2 foglie d’alloro, 2 foglie di salvia, ½ cipolla, 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva Umbria DOP “Colli del Trasimeno”, sale, pepe.

Soffriggere in padella un trito fino di carota, cipolla e sedano con rosmarino, alloro e salvia legati tra di loro con spago da cucina. Far cuocere la fagiolina per 30 minuti, a fuoco lento, avendo cura di mantenerla comunque ben umida. Aggiungere infine il soffritto continuando a cuocere per altri 10 minuti. Servire tiepida, d’estate, eliminando l’acqua in eccesso,  accompagnandola con un piatto di pesce di lago (ad esempio una “regina” in porchetta o filetti di persico al vapore con salsa di vino bianco, senape e limone), oppure ben calda, con il suo brodo, su pane bruscato.

 

www.stradadelvinotrasimeno.it

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Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato: la nespola

Nella tradizione contadina era considerato un frutto ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni.

Il "Frico" Friulano

La prima ricetta scritta, con il nome di “Caso in patellecte” si trova nel “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino


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