Un'Italia a tavola

Pettole e picherchie (ceci) la proposta della ProLoco Casapesenna (CE) per Un'Itàlia

Per la maggior parte dei primi piatti è di fondamentale importanza la scelta del tipo di pasta, poiché la sua qualità e la sua forma sono in grado di far risaltare condimenti e sapori. le pettole,sono una pasta simile ai maltagliati, ma più grande e più spessa e assorbono  molto bene  il condimento

Risotto giallo con luganega ..la propostya di Luganega di Monza di VeranoBrianza per Un'Itàlia

E' un risotto preparato con la quasi ormai dimenticata salsiccia tipica monzese "la luganega di Monza". Risotto che, la tradizione vuole, è d'obbligo mangiare l'ultimo giovedì di gennaio in occasione del rogo della Giubbiana. Una rimanenza di festa celtica durante la quale un fantoccio raffigurante una strega viene bruciato con un sottofondo molto rumoroso. Bruciandola ci si sarebbe protetti dagli influssi negativi e si avrebbe goduto di salute e prosperità

Pubblicazioni News

09

La varietà dei primi piatti nella cucina napoletana è molto vasta, va da piatti molto semplici,  a preparazioni elaborate, tra le quali i ragù che richiedono ore e ore di preparazione.La genovese, che non ha niente a che fare con Genova,  è preparata con un sugo di carne a base di cipolla rosolata ed altri aromi.questa ricetta è una variante.

 

Per un kg di carne solo 2-3 cipolle, carote e sedano, vino bianco e brodo di carne qb.
Si deve fare la carne a pezzi (e non intera) e si deve cuocere inderogabilmente a pressione per 40-50 minuti.
La carne in tal modo si disfa e insieme alla crema che si ottiene (senza passaverdura) ci si condisce la pasta, preferibilmente corta, con tanto parmigiano. Una favola....
Vino consigliato: Merlot Doc Colli del Trasimeno

 

www.casaleilpicchio.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
1410

Sapori dimenticati

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.

Il finocchio selvatico

È stata una delle piante più usate nell'antichità ai fini della conservazione delle derrate alimentari. Già i romani lo seccavano e mettevano nelle anfore ricolme di fichi secchi, olive o erbaggi sotto aceto.


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.