Un'Italia a tavola

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Il liquore di liquirizia calabrese, classico ed esclusivo liquore della gastronomia regionale, è ormai una chicca facilmente reperibile nella distribuzione commerciale, o presso boutique del gusto che propongono prodotti tipici calabresi...proposto da sapori della sibaritide

Trota Fario alla griglia ..la proposta del Parco Laghi dei Reali-Tivoli- per UnìItàlia

Ci troviamo a Tivoli in provincia di Roma.La  citta come tutta la vallata ha sempre subito un'enerme importanza dal fiume Aniene.Assieme all'Aniene viaggia la Trota Fario prodotto tipico e molto apprezzato fin dall'antichità ( Nerone aveva due laghetti artificiali per allevarla vicino Subiaco, ed ancora oggi all'interno di Villa d'Este si possono ammirare le peschiere dove il Cardinale le allevava

Pubblicazioni News

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Il dolce ha origini molto antiche, probabilmente risalenti agli antichi umbri,è conosciuto con questo nome nelle zone di Foligno, Assisi e Spello;La rocciata somiglia allo strudel trentino e si pensa che tale usanza possa derivare dai popoli nordici venuti nella zona dell’Italia centrale dopo la caduta dell’Impero romano.è un dolce da forno riconosciuto come Prodotto agroalimentare tradizionale per le regioni Umbria e Marche

 

INGREDIENTI:

• 250 gr. di farina
• 50 gr. di zucchero
• ½ bicchiere di olio
• un pizzico di sale
• acqua tiepida
• ½ kg. di mele tagliate a fettine
• 100 gr. di uvetta sultanina
• 50 gr. di pinoli e gherigli di noci
• pane grattugiato q.b.

PROCEDIMENTO:
far cuocere la farina con acqua bollente e ½ bicchiere d’olio fino ad ottenere un impasto piuttosto consistente, amalgamare i vari ingredienti, ungere uno stampo da forno, sistemarvi il composto e cuocere in forno a 180 gr. per circa 30 minuti.

Pubblicato in: Un'Itàlia
1796

Sapori dimenticati

Il Melangolo

Gli Arabi lo coltivavano fin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo importarono in Sicilia.

Le Mele di un tempo: Campanina e Calvilla

Le vecchie varietà di mele coltivate in Italia nei secoli XVI E XVII sono andate parzialmente perdute. In breve tempo, tra la fine del secolo scorso e l' inizio di questo secolo, sono state a poco a poco sostituite con nuove cultivar rispondenti alle mutate esigenze commerciali degli operatori frutticoli.


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