Un'Italia a tavola

TORTA DI MELE NESTE..la proposta dell'Agrit Il Praticino-Arezzo_ per Un'Itàlia

È  la mela più conosciuta in Toscana, essendosi adattata a condizione impervie; inoltre, potendo essere conservata fino alla primavera, rappresentava una risorsa per le popolazioni dell’Appennino e faceva parte dell’alimentazione povera.

Un'Italia:150 anni, 150 piatti, 150 territori, 150 vini…la scommesa di SapereSapori e Città del Vino

La scommessa di SapereSapori e Città del Vino è raccontare, ancora una volta, piatti d’altri tempi e vini orgogliosi che fanno parte della nostra storia e della nostra gente, piatti spesso tramandati a voce e mai scritti e vini,  che il tempo puo’ aver modificato le tecniche di lavorazione , ma che il gusto riproposto è sempre lo stesso.

Pubblicazioni News

09

Il dolce ha origini molto antiche, probabilmente risalenti agli antichi umbri,è conosciuto con questo nome nelle zone di Foligno, Assisi e Spello;La rocciata somiglia allo strudel trentino e si pensa che tale usanza possa derivare dai popoli nordici venuti nella zona dell’Italia centrale dopo la caduta dell’Impero romano.è un dolce da forno riconosciuto come Prodotto agroalimentare tradizionale per le regioni Umbria e Marche

 

INGREDIENTI:

• 250 gr. di farina
• 50 gr. di zucchero
• ½ bicchiere di olio
• un pizzico di sale
• acqua tiepida
• ½ kg. di mele tagliate a fettine
• 100 gr. di uvetta sultanina
• 50 gr. di pinoli e gherigli di noci
• pane grattugiato q.b.

PROCEDIMENTO:
far cuocere la farina con acqua bollente e ½ bicchiere d’olio fino ad ottenere un impasto piuttosto consistente, amalgamare i vari ingredienti, ungere uno stampo da forno, sistemarvi il composto e cuocere in forno a 180 gr. per circa 30 minuti.

Pubblicato in: Un'Itàlia
1619

Sapori dimenticati

Le taccole

La taccola è una varietà di pisello della quale si consuma il baccello intero, particolarmente tenero e dolcissimo. I baccelli, larghi e piatti,  contengono semi molto piccoli e possono essere di colore bianco o verde.

La mela d'Oriente: il kaki

Le prime notizie di questa specie risalgono ai Greci. Il nome Kaki compare in Giappone alla fine dello scorso millennio. Intorno alla metà del 1800 viene diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sono sorti nel Salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia.


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.