Un'Italia a tavola

Rustisciàna..la proposta dell'Osteria La Rava e La Fava-BustoArsizio(VA) per Un'Itàlia

Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.

Ciceri e tria (pasta e ceci salentina) la proposta di AnnaMaria Chirione Arnò FNPC Personal chef (LE) per Un'Itàlia

Tra tutte le cucine regionali italiane, quella salentina è senz’altro la cucina mediterranea per antonomasia.Proprio per questo, affascina e sorprende con un universo di cose buone e salutari che si combinano magicamente in una miriade di ricette facilmente replicabili.

Pubblicazioni News

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Durante l'autunno è consuetudine nelle montagne del Piceno utilizzare i marroni raccolti anche per creare una marmellata che può essere utilizzata per la colazione con pane fresco o farcire deliziose crostate.

 

INGREDIENTI:



    1 kg di marroni appena raccolti


    1/2 litro di latte


    600 gr di Zucchero


    un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

 

Prendere i marroni raccolti, sbucciarli con cura e lessarli in acqua bollente nella quale precedentemente si è aggiunto un pizzico di sale. Scolare il tutto e procedere alla pelatura. Passare al setaccio e raccogliere la purea in una ciotola. Rimettere sui fornelli a fiamma bassissima e mescolando con un mestolo di legno aggiungere piano piano tutto il latte. La cottura assorbe il latte mediamente intorno ai 25 minuti. Caramellare lo zucchero e appena quest'ultimo imbiondisce aggiungere a filo alla marmellata. Cuocete ancora per ulteriori 10 minuti. Inserite la marmellata calda nei vasetti, lasciare raffreddare, chiudete i vasetti e sterilizzate per mezz'ora.

www.nonnapia.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
1994

Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato: la nespola

Nella tradizione contadina era considerato un frutto ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni.

In Italia non si conoscono più le varietà ortofrutticole e abbiamo un'alimentazione che si è impoverita.

La meccanizzazione dell’agricoltura ha spazzato via le vecchie varietà ortofrutticole


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