Un'Italia a tavola

Maccu di favi cu li giri e sosizza

Maccu di favi cu li giri e sosizza  proposta da Il Pane Nero di Castelvetrano  A Castelvetrano,  patria della “vastedda del Belice” (formaggio morbido di latte di pecora) e di squisiti pecorini,   non tradisce la tradizione, il macco di fave con “tagghiarine” ..fave secche lessate fino a ridursi in purea.

 

Filetto di coniglio farcito con sapori nostrani e guarnito con i colori della primavera .. la proposta di Germano Pontoni Maestro di Cucina (UD) per Un'Itàlia

In tempi non troppo remoti era  la carne prediletta per tutte le età per i suoi contenuti, adatta a stomaci deboli, all’alimentazione dei bambini e delle persone in età e consumato in più momenti delle stagioni. Giovane nella tarda primavera, adulto e bene in carne alla fine dell’inverno dopo che i maschi avevano fatto il loro,,, dovere e nutriti bene per ricostituirsi.

Pubblicazioni News

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Durante l'autunno è consuetudine nelle montagne del Piceno utilizzare i marroni raccolti anche per creare una marmellata che può essere utilizzata per la colazione con pane fresco o farcire deliziose crostate.

 

INGREDIENTI:



    1 kg di marroni appena raccolti


    1/2 litro di latte


    600 gr di Zucchero


    un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

 

Prendere i marroni raccolti, sbucciarli con cura e lessarli in acqua bollente nella quale precedentemente si è aggiunto un pizzico di sale. Scolare il tutto e procedere alla pelatura. Passare al setaccio e raccogliere la purea in una ciotola. Rimettere sui fornelli a fiamma bassissima e mescolando con un mestolo di legno aggiungere piano piano tutto il latte. La cottura assorbe il latte mediamente intorno ai 25 minuti. Caramellare lo zucchero e appena quest'ultimo imbiondisce aggiungere a filo alla marmellata. Cuocete ancora per ulteriori 10 minuti. Inserite la marmellata calda nei vasetti, lasciare raffreddare, chiudete i vasetti e sterilizzate per mezz'ora.

www.nonnapia.it

Pubblicato in: Un'Itàlia
1877

Sapori dimenticati

La mela d'Oriente: il kaki

Le prime notizie di questa specie risalgono ai Greci. Il nome Kaki compare in Giappone alla fine dello scorso millennio. Intorno alla metà del 1800 viene diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sono sorti nel Salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia.

Il Melangolo

Gli Arabi lo coltivavano fin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo importarono in Sicilia.


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