Un'Italia a tavola

Tisichelle..la proposta del Club "Il Magnete"-Amelia (TR) per Un'Itàlia

Si tratta di un "dolce dei poveri" preparato per accompagnare, a fine pasto, un buon bicchiere di vino (si inzuppavano nel vino per ammorbidirle) o da gustare, come spuntino, in occasione di merende in cantina, insieme a salumi e pesci marinati.

Stocco di Mammola ,,la proposta della ProLoco di Mammola (RC) per Un'Itàlia

Lo Stocco alla mammolese è il piatto tipico di Mammola e tra i più noti della Calabria, preparato in maniera antica nella “ tiana” recipiente di terracotta, con l’utilizzo di ingredienti naturali: stocco, patate, pomodori, cipolla, olive, peperoni essiccati ed abbondante olio extravergine d’oliva,

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Si tratta di un "dolce dei poveri" preparato per accompagnare, a fine pasto, un buon bicchiere di vino (si inzuppavano nel vino per ammorbidirle) o da gustare, come spuntino, in occasione di merende in cantina, insieme a salumi e pesci marinati. E' un "dolce" che accompagnava gli spostamenti nel corso delle fiere, grazie ai lunghi periodi di conservazione consentiti dalla sua preparazione.Il termine ante quem per la datazione di questa ricetta è, senza dubbio, l'inizio del '900. E' in questo periodo, infatti, che lo zucchero, prima considerato prodotto di lusso, diviene un bene accessibile a molti, grazie alla diffusione, in territorio italiano di zuccherifici.

 

Ingredienti
250 grammi di farina
250 grammi di zucchero
50 grammi di semi di anice
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bicchiere di latte

Preparazione Ricetta
Disponete a fontana la farina e lo zucchero sul tagliere, aggiungete il latte e incominciate a impastare, poi unite l’olio e lavorate la pasta fino a renderla morbida. Incorporate i semi di anice. Prendete tocchetti di pasta e date loro la forma di ciambelline, poi disponetele su una placca da forno ricoperta di carta da forno e infornate a caldo a 180°, lasciando cuocere 10-15 minuti. Togliete le ciambelline quando le vedrete dorate

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Sapori dimenticati

La mela d'Oriente: il kaki

Le prime notizie di questa specie risalgono ai Greci. Il nome Kaki compare in Giappone alla fine dello scorso millennio. Intorno alla metà del 1800 viene diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sono sorti nel Salernitano a partire dal 1916, estendendosi poi in particolare in Emilia.

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.


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