Un'Italia a tavola

Fileja e ciciari ..la proposta di Pernopasta (VV) per "Un'Itàlia"

Secondo tradizione i ceci come anche i fagioli dovrebbero essere cotti al fuoco del “luce” nella tipica “pignata”, contenitore di terra cotta che accostata al fuoco ribolle lentamente,.....

“Infiggnulate” .. la proposta del Comune di Poggioreale (TP) per "Un'Itàlia"

Pagnottelle farcite di salsiccia, cipolla e pecorino, dal nome dialettale di “Infiggnulate” sono una ghiotteria che si trova solo a Poggioreale (TP)

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La Strada del Riso e dei Risotti mantovani accompagna il turista lungo la riva sinistra del fiume Mincio, in un avvicendarsi continuo di risaie, corti, aie, “pile”.

Un territorio rurale costellato da specchi d’acqua, corti padronali, vestigia di mura medievali e strade di campagna.

 

Lungo un percorso di oltre duecento chilometri tra arte, storia e sapori, si trovano una dozzina di comuni detti “I fantastici 12”, ovvero i Comuni del riso di cui Villimpenta ne è un degno rappresentante.
 

Fu acquistata da Francesco Gonzaga nel 1391, la proprietà si protrasse fino al 1708, anno in cui passò sotto il dominio austriaco, interrotto poi da Napoleone nel 1796.

 

Villimpenta presenta un interessante castello scaligero a pianta pentagonale, all'ombra del quale per tre week-end, dal 25 Giugno al 12 Luglio 2009, vengono cucinate decine di quintali di riso Vialone Nano, preparati con minuziosa dovizia dai risottai villimpentesi, secondo la tipica ricetta tradizionale.

 

Paiolo di rame di fabbricazione artigianale, cottura a vapore e pisto di maiale sono gli elementi che, opportunamente dosati, concorrono a esaltare il gusto del riso locale. La verifica sulla bontà del risotto alla villimpentese, la cui ricetta tradizionale è stata addirittura depositata presso un notaio nel 1990, si può fare tutti i giorni nelle numerose trattorie, nei ristoranti e presso le locande.

 

La Festa del Risotto, che si tiene ogni anno, è la più importante manifestazione popolare di Villimpenta, già nel primo dopoguerra tutti gli anni i cittadini Villimpentesi, per salutare la primavera, si ritrovano insieme, una domenica pomeriggio, a cucinare il piatto principe della loro tradizione culinaria.

 

Col passare degli anni la manifestazione ha superato i confini strettamente paesani e la sua fama ha raggiunto livelli regionali richiamando, non soltanto gli extramuros che negli anni '60 erano emigrati, ma anche numerosissimi estimatori di quel piatto caratteristico e rinomato qual è il risotto alla villimpentese. 

 

Villimpenta offre anche momenti artistici di buon livello, come Villa Zani, esistente già nel 1528 e passata ai Gonzaga nel 1587.

Questa corte, ritenuta opera di Giulio Romano per le affinità stilistiche con Palazzo Te di Mantova, mostra un piano nobile innalzato su basamento con scalinata a tre rampe.

Un salone a doppia altezza occupa la parte centrale dell'elegante edificio.

Va citata, infine, la chiesa parrocchiale del 1736, la quale accoglie dipinti dei secoli XVII e XVIII e uno splendido altare.

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Sapori dimenticati

L'uva spina

La coltivazione dell'Uva spina risale al 1700; dall'Inghilterra le cultivar selezionate ben presto si diffusero in altri paesi Europei, specialmente in Germania. I frutti possono essere destinati al mercato fresco, anche se in genere sono utilizzati dall'industria alimentare per l'inscatolamento ed il confezionamento di gelatine e macedonie.

Le radici di Soncino

Le radici di Soncino nel Medioevo erano già presenti sui banchetti dei nobili dell’Italia Settentrionale. La conferma arriva da dipinti di noti autori che la ritraggono con altri ortaggi tipici e cacciagione.Mac’è anche un’altra storia locale tramandata dalle famiglie Zuccotti e Grazioli, agricoltori tra i primi a coltivare radici di Soncino dall’inizio del Novecento.


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