Un'Italia a tavola

Rustisciàna..la proposta dell'Osteria La Rava e La Fava-BustoArsizio(VA) per Un'Itàlia

Piatto tipico bustocco, che ha per simbolo la fatica e la riconoscenza. È il piatto dell’amicizia. Si cucinava per i tanti che avevano partecipato alla fatica dell’allevamento dei bachi da seta  e alle ansie della raccolta dei bozzoli o della vendemmia, festeggiando insieme la loro buona riuscita.

Maltagliati ai ceci e vongole... proposta da Francesca per "Un'Itàlia"

La cucina romana ci regala una classica ricetta che sposa la freschezza del mare con i profumi  dei legumi, è un abbinamento  eccellente, il gusto è irresistibile e sorprendente. Il binomio di sapori indovinatissimo.

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Il corbezzolo (Arbutus unedo) è una pianta della famiglia delle Ericacea, diffusa nei paesi del Mediterraneo occidentale. E' conosciuto pure con il nome di ciliegio (o ceraso) marino.

Il significato di questa pianta è la stima.

Si presenta come arbusto molto ramificato, con rami giovani rossastri. Può raggiungere i 7-8 m di altezza. Ha foglie ovali lanceolate, di 2-4cm per 10-12 cm, addensate all'apice dei rami, con picciolo corto e lamina coriacea, superiormente verde-scuro e lucida, inferiormente più chiara, a margine dentellato. I fiori sono riuniti in grappoli penduli, con corolla bianco-giallastra o rosea, urceolata e con 5 piccoli denti ripiegati verso l'esterno di 5-8 per 6-10 cm. Il frutto è una bacca sferica di circa 2 cm, carnosa e rossa a maturità, ricoperta di tubercoli abbastanza rigidi spessi qualche millimetro; contiene un alcaloide che può causare gravi inconvenienti in persone particolarmente sensibili a esso.

Il nome latino consiglia un uso moderato del consumo (unum edo = ne mangio uno solo).

Fiorisce in ottobre-novembre ed i frutti maturano nell'anno successivo alla fine dell'estate ed in autunno di modo che la pianta ospita contemporaneamente fiori, frutti immaturi e frutti maturi, il che la rende particolarmente ornamentale. 

I Romani gli attribuivano poteri magici. Virgilio, nell’Eneide, dice che sulle tombe i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo.

 

 

 Oltre alla produzione del miele amaro (Sardegna) ed assai conosciuto per le sue proprietà antisettiche, la sua trasformazione consente l’ottenimento di marmellate, gelatine, sciroppi, canditi, fermentati e distallati  Il suo frutto, di colore scarlatto e di sapore acidulo-dolciastro, fa parte della frutta acidula. È utilizzato fresco, candito, conservato sotto spirito o per preparare marmellate e bevande. Dalla fermentazione si ottiene un vino caratteristico, "vino di Corbezzolo".

 Le foglie e la corteccia contengono principi attivi utilizzati in erboristeria ed una notevole quantità di tannini sfruttati a livello industriale, sopratutto per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli. Il corbezzolo, inoltre, rappresenta una fonte alimentare importante per gli animali che vivono nella macchia e, recentemente, è in atto un certo interesse da parte dell’industria florovivaistica che utilizza sia l’intera pianta che le fronde recise. E’ una specie con una grande capacità di reazione agli incendi e trova impiego anche nei rimboschimenti e nel consolidamento delle dune.

 

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Sapori dimenticati

Le radici di Soncino

Le radici di Soncino nel Medioevo erano già presenti sui banchetti dei nobili dell’Italia Settentrionale. La conferma arriva da dipinti di noti autori che la ritraggono con altri ortaggi tipici e cacciagione.Mac’è anche un’altra storia locale tramandata dalle famiglie Zuccotti e Grazioli, agricoltori tra i primi a coltivare radici di Soncino dall’inizio del Novecento.

La Mela Cotogna..simbolo d’amore e di fecondità.

Introdotta in tempi antichissimi era già conosciuta presso i greci e i romani che la consumavano cruda con il miele o per produrre una specie di sidro, simbolo d’amore e di fecondità.


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