Un'Italia a tavola

Corzetti novesi al sugo di funghi.. la proposta di Pro Loco Pasturana (AL) per "Un'Itàlia"

E’ un piatto veramente da buongustaio, perché,  niente è dettato al caso. Il disegno che si ottiene su questa lasagnetta tonda ha come scopo, non solo il piacere della vista, ma anche quello del gusto, perché gli incavi che si ottengono hanno la capacità di arricchire di sugo la pasta e nello stesso tempo non le permettono di scuocer

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Mezze maniche con broccoletti.. proposto dallo Chef Salvatore Alessi
Una sintesi molto rappresentativa di quanto il territorio nisseno possa offrire.

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L'Azzeruolo (Crataegus azarolus L.) appartiene alla Famiglia delle Rosaceae. E' detto anche "Lazzeruolo".
Gran parte dei botanici ritiene che questa specie sia originaria dell'Asia Minore o dell'isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del Mediterraneo e dell'Europa.
Tuttavia anche in Italia essa si incontra a volte in una forma del tutto spontanea che si potrebbe interpretare sia come inselvatichimento secondario dovuto agli uccelli, sia come relitto di una antica distribuzione naturale della specie, molto piu' ampia di quella attuale.
Alberello di non piu' di
4 metri d'altezza, con una chioma espansa, irregolare, non molto densa e un tronco diritto o un po' sinuoso, non di rado a portamento cespuglioso. Le foglie decidue, alterne, brevemente picciolate e dotate alla base di un paio di stipole lineari, hanno lamina a contorno ovale o rombico, incisa non troppo profondamente in lobi piu' o meno triangolari.
I fiori compaiono in corimbi eretti in aprile-maggio, sono bianchi e presentano di norma due stili centrali e stami con antere rosso-violacee. Il frutto e' un pomo globoso, nelle piante selvatiche non piu' largo di
2 cm, fino a 4 cm nelle varieta' coltivate.
Specie termofila, predilige i pendii collinari in buona esposizione, in particolare nella fascia climatica della roverella e del leccio, con substrato argilloso o calcareo.
Diffusa in Europa meridionale, Asia Minore e Nordafrica. L'azzeruolo si incontra qua e la' in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive; la polpa ha proprietà antianemiche ed oftalminiche.
In confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa.
In cosmesi rivitalizza le pelli sciupate grazie alla provitamina A.
Coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati, in filari o innestato in siepi di biancospino.

I frutti, dal sapore gradevole, dolce ed acidulo, vengono consumati allo stato fresco, soprattutto nelle regioni meridionali. Possono essere trovati in vendita in settembre ed ottobre, spesso a prezzi da ‘amatore’, nei mercati locali e nei negozi di primizie di alcune città. Vengono talora riproposti come ingredienti di ricette antiche e nuove, come confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa


Gelatina di azzeruolo
½ kg di pomi di azzeruolo, 200 g di mele selvatiche, 150 g d’acqua, zucchero.
Si lasciano bollire appena coperti d’acqua i frutti di azzeruolo con le mele tagliate a spicchi, private solo dei semi e peduncoli. Quando i frutti saranno quasi sfatti, si passano prima al setaccio e poi attraverso un panno a trama fitta; si pesa il succo e si aggiunge uguale peso di zucchero. Si lascia bollire ancora qualche minuto, si schiuma e s invasa caldo. E’ possibile la seguente variante: qas a fine cotura, si aggiunge un cucchiaio di buccia di limone grattugiata finissima.

 

Pubblicato in: Sapori dimenticati
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