Un'Italia a tavola

Marmellata di Marroni ..la proposta di B&B Nonna Pia-Acquasanta Terme (AP) per Un'Itàlia

Durante l'autunno è consuetudine nelle montagne del Piceno utilizzare i marroni raccolti anche per creare una marmellata che può essere utilizzata per la colazione con pane fresco o farcire deliziose crostate.

Supa 'd coj ( ZUPPA DI CAVOLI)la proposta di ProLoco Fiorano Canavese (To) per Un'Itàlia

Piatto tipico della tradizione canavesana fatta secondo le tradizioni rimandate dai nostri nonni e ancora oggi nel nostro paese, FIORANO CANAVESE, è tradizione cucinare e mangiare questo piatto il giorno del Santi (1 Novembre)

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L'Azzeruolo (Crataegus azarolus L.) appartiene alla Famiglia delle Rosaceae. E' detto anche "Lazzeruolo".
Gran parte dei botanici ritiene che questa specie sia originaria dell'Asia Minore o dell'isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del Mediterraneo e dell'Europa.
Tuttavia anche in Italia essa si incontra a volte in una forma del tutto spontanea che si potrebbe interpretare sia come inselvatichimento secondario dovuto agli uccelli, sia come relitto di una antica distribuzione naturale della specie, molto piu' ampia di quella attuale.
Alberello di non piu' di
4 metri d'altezza, con una chioma espansa, irregolare, non molto densa e un tronco diritto o un po' sinuoso, non di rado a portamento cespuglioso. Le foglie decidue, alterne, brevemente picciolate e dotate alla base di un paio di stipole lineari, hanno lamina a contorno ovale o rombico, incisa non troppo profondamente in lobi piu' o meno triangolari.
I fiori compaiono in corimbi eretti in aprile-maggio, sono bianchi e presentano di norma due stili centrali e stami con antere rosso-violacee. Il frutto e' un pomo globoso, nelle piante selvatiche non piu' largo di
2 cm, fino a 4 cm nelle varieta' coltivate.
Specie termofila, predilige i pendii collinari in buona esposizione, in particolare nella fascia climatica della roverella e del leccio, con substrato argilloso o calcareo.
Diffusa in Europa meridionale, Asia Minore e Nordafrica. L'azzeruolo si incontra qua e la' in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive; la polpa ha proprietà antianemiche ed oftalminiche.
In confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa.
In cosmesi rivitalizza le pelli sciupate grazie alla provitamina A.
Coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati, in filari o innestato in siepi di biancospino.

I frutti, dal sapore gradevole, dolce ed acidulo, vengono consumati allo stato fresco, soprattutto nelle regioni meridionali. Possono essere trovati in vendita in settembre ed ottobre, spesso a prezzi da ‘amatore’, nei mercati locali e nei negozi di primizie di alcune città. Vengono talora riproposti come ingredienti di ricette antiche e nuove, come confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa


Gelatina di azzeruolo
½ kg di pomi di azzeruolo, 200 g di mele selvatiche, 150 g d’acqua, zucchero.
Si lasciano bollire appena coperti d’acqua i frutti di azzeruolo con le mele tagliate a spicchi, private solo dei semi e peduncoli. Quando i frutti saranno quasi sfatti, si passano prima al setaccio e poi attraverso un panno a trama fitta; si pesa il succo e si aggiunge uguale peso di zucchero. Si lascia bollire ancora qualche minuto, si schiuma e s invasa caldo. E’ possibile la seguente variante: qas a fine cotura, si aggiunge un cucchiaio di buccia di limone grattugiata finissima.

 

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Sapori dimenticati

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