Un'Italia a tavola

I Vincisgrassi ..la proposta del Rist.Trattoria da Ezio-Macerata- per Un'Itàlia

Secondo alcuni questo piatto tipico del Maceratese , ma conosciuto nella tradizione in tutta la regione fin dall'Ottocento, vede la sua origine dall'inventiva del cuoco personale di un generale austriaco di stanza ad Ancona durante le guerre napoleoniche. Ma la ricetta era già documentata nel manuale gastronomico "Il Cuoco Maceratese" di A.Nebbia nel 1784

Tagliatelle con gli stridoli.. la proposta dello Chef Maurizio della Tenuta Montespino (RN) per "Un'Itàlia"

Lo Stridolo è un'erba di campagna che si raccoglie da aprile a ottobre,che cruda non ha quasi  sapore ma...

Pubblicazioni News

25

Antico frutto citato nel catalogo di alberi da frutto (1775) dei frati Certosini di Parigi. Ibrido naturale tra susino mirabolano e albicocco. In Italia è presente storicamente nel bolognese e nella zona vesuviana, regni dell'albicocco, fin dai primi dell'ottocento con il nome di “albicocco violetto”. Successivamente altri autori hanno citato la specie con il nome di albicocco nero, albicocco del Papa e susino-albicocco. L’origine della specie è incerta e la pianta non esiste allo stato selvatico. ( Uno studio approfondito della durata di 15 anni sul biricoccolo è stato effettuato negli anni 30 e 40 dal compianto Prof. Angelo Manaresi, titolare, a quei tempi della Cattedra dell’Istituto di coltivazioni arboree dell’Università di Bologna. Questo studio ha consentito di illustrare la pianta evidenziandone i pregi, i difetti e le possibilità di coltivazione.) Essendo un ibrido derivato da un incrocio occasionale e naturale fra l’albicocco e il susino mirabolano la sua presenza può essere rilevata in tutte le zone dove queste due specie sono diffuse. La specie è coltivata nella Cina Occidentale e nell’Asia centro- meridionale.
Questo frutto era già stato studiato da Le Berriays e lo aveva chiamato “albicocco del Papa”, fu studiato da Fillassier che lo chiamarono “albicocco susino”. Nel 1791 l’Ehrhart lo considera come una entità specificata a sé stante, chiamata prunus dasycarpa, attribuendogli il sinonimo di albicocco nero (Maranesi, 1950) . Tra i primi genetisti ad interessarsi di questo ibrido ricordiamo Burbank che selezionò nel 1911 un ibrido chiamato “Apex plumcot”.
Buccia liscia, sottile, appena pelosa, di colore arancio-violetto. Polpa, dolce, dal sapore che ricorda l'albicocca con la fragranza di una susina, è di colore rosso-aranciato.

Le biricoccole erano utilizzate dalle nostre nonne per preparare una marmellata lievemente asprigna, considerata tuttavia tra le migliori per confetture, tortelli dolci di pasta frolla e ottime crostate.

La ricetta? Dopo avere tolto i semi, si pesava la polpa con la pelle. Quindi si aggiungeva una quantità di zucchero quasi uguale al peso della polpa. Il tutto veniva fatto macerare per una notte intera in una "caldera", ovvero un paiolo. L'indomani, si faceva cuocere a fuoco moderato finchè la marmellata aveva raggiunto la densità desiderata.

 

Pubblicato in: Sapori dimenticati
28307

Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato... La Sorba

I frutti della sorba domestica sono acheni racchiusi in un falso frutto, formato dal ricettacolo accresciuto a forma di pera, di colore verde, giallastro, arancione, con striature rosse. In realtà quindi si utilizza il falso frutto, peraltro molto appetito dagli uccelli.

Il cardo

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.