Un'Italia a tavola

Polpette alla poverella con Farinella ..la proposta dell'Ass.Trullando di Putignano (BA) per "Un'Itàlia"

La Farinella è un alimento povero della civiltà contadina della Murgia a sud-est di Bari, composto da una mistura di orzo e ceci prima tostati e poi macinati. Viene utilizzato come addensante con sughi e brodi di verdure per così ottenere una crema gustosissima.

Orecchiette alla “ Norma o Normanna “ in onore di Federico II proposta da Masseria Marzalossa di Fasano BR) per Un'itàlia

Le oriecchiette sono il simbolo della Puglia, una pasta di semola di grano duro che racchiude l'aria, l'acqua e il grano pugliesi.. ingredienti che vengono lavorati tra loro con forza, fino a ottenere un impasto morbido e consistente

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Le ricerche storiche hanno rivelato che durante i secoli la pianta del mirto è stata utilizzata nei modi più vari. L'intero arbusto, le foglie, i fiori e le bacche, sono serviti per impieghi che, a molti, potrebbero apparire quantomeno curiosi.Il mirto fa la sua comparsa nella letteratura in tempi assai remoti: bisogna far ricorso alle splendide pagine della mitologia greca per trovare i primi riferimenti a questa pianta. Si scopre così che fu sacra a Venere, dea dell'Amore, la quale, dopo il giudizio di Paride, si cinse la testa con una corona composta da rametti di mirto intrecciati. Per questo motivo gli antichi lo consideravano un simbolo dell'amore e della bellezza. Lo stesso Tiziano, il grande pittore veneto del Cinquecento, nel suo dipinto “Amor Sacro e Amor Profano", ci mostra una Venere con il capo cinto dal mirto mentre persuade la perfida Medea. La pianta ebbe un utilizzo anche come ornamento presso gli antichi Romani, i quali usavano l'arbusto in fiore come abbellimento lungo i viali e le piazze pubbliche.Sia i Greci che i Romani ne conoscevano le proprietà medicamentose; dal mirto ricavavano decotti, olii, estratti e pomate con le quali curavano malattie come l'ulcera e alcune affezioni delle vie respiratorie. Nel Medioevo i profumieri ottenevano dai suoi fiori, tramite distillazione, un'essenza chiamata “acqua degli angeli". Altri utilizzi del mirto sono stati, ad esempio, quello di colorante nero per le stoffe e inchiostro per scrittura, oltre ai vari impieghi in fitoterapia, aromaterapia e fitocosmesi. In Sardegna l'utilizzo delle bacche di mirto per la preparazione del liquore risale presumibilmente al secolo scorso. L'infuso veniva prodotto in casa per un uso strettamente familiare. La ricetta era molto semplice: una certa quantità di bacche mature veniva messa in infusione in alcool e acqua, e con un'aggiunta di zucchero o miele come dolcificante si otteneva un liquore dolce, genuino, dalle particolari proprietà stomatiche e digestive. Questa scarna ricetta è ancora oggi utilizzata da alcune aziende produttrici di liquore di mirto.

Il mirto è un arbusto spontaneo sempreverde diffuso in alcune aree del Mediterraneo e particolarmente in Sardegna. Cresce nelle zone con clima temperato e su qualsiasi tipo di terreno, in particolare su quelli acidi e riparati dai venti. Generalmente lo si può trovare nella macchia bassa, in prossimità del lentischio, e ai bordi dei boschi. La sua altezza media è di circa 2 metri, ma in ambienti freschi è capace di raggiungere anche i 6 metri. E' una pianta che si presta ad essere potata e foggiata in vari modi, per questo motivo è considerata particolarmente adatta per i giardini e per la coltivazione in vaso. Anche un occhio poco esperto riconosce facilmente la pianta del mirto per via delle caratteristiche foglie lucide, dei fiori bianchi e profumati e delle sue bacche tonde, di colore bluastro, del diametro di circa 1 centimetro. Il periodo della fioritura è tra maggio e luglio mentre le bacche giungono a maturazione verso fine novembre.

 

fonte www.produttorimirtodisardegna.it

 

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Sapori dimenticati

L'uva spina

La coltivazione dell'Uva spina risale al 1700; dall'Inghilterra le cultivar selezionate ben presto si diffusero in altri paesi Europei, specialmente in Germania. I frutti possono essere destinati al mercato fresco, anche se in genere sono utilizzati dall'industria alimentare per l'inscatolamento ed il confezionamento di gelatine e macedonie.

La Nocciola

Il nocciolo, ampiamente diffuso in tutte le regioni temperate dell'emisfero boreale, è stato uno dei primi fruttiferi utilizzati e coltivati dall'uomo, rappresentando già per le prime popolazioni nomadi un'importante fonte di energia.


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