Un'Italia a tavola

Frittelle alla maresina .. la proposta della Comunità Montana Agno-Chiampo (Vi) per Un'Itàlia

L’erba amara o matricale chiamata con un nome diverso in ogni borgo: amarella, erba madre, maresina, atanasia, tanaceto, conferisce un bel colore verde e un sapore amaro e aromatico ma gentile a queste frittelle  ed un inconfondibile sapore

Maccheroni con le noci ..proposta dal Club "Il Magnete" Amelia (TR) per Un'Itàlia

La tradizione gastronomica della nostra città ci insegna che la preparazione dei dolci, nel passato, era sempre legata ad una festività e rappresentava l’unica occasione per poter mangiare più abbondantemente.A Natale, da noi, non mancano mai i “Maccheroni con le noci”,che ......

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Gli Stridoli, o Strigoli, detti anche Carletti, o Bubbolini, o Tagliatelle della Madonna, sono diffusi un po' in tutta Italia e prima i contadini erano soliti consumarli a tavola come verdura fresca dal sapore, si diceva, simile a quello dei piselli appena colti. 
La caratteristica di queste piante è quella di avere fiori molto profondi, il cui nettare è quindi difficilmente raggiungibile dagli insetti, cosa questa che non facilita affatto

L’habitat ideale sono i campi incolti, i bordi dei viottoli e i terreni aridi e calcarei. Il loro nome secondo la mitologia greca va attribuito a Silenòs, semidio compagno di Dioniso e padre dei Satiri, per metà uomo e metà cavallo, con ventre rigonfio, in riferimento al calice fiorale della pianta; secondo altri discende da ‘Selene’ (luna), in allusione a quelle specie del genere che aprono i fiori di notte. Questa erba selvatica poco conosciuta è caratteristica per il suo sapore leggermente amarognolo, e si raccoglie principalmente in primavera inoltrata, quando è fiorita, con i caratteristici fiori bianchi o rosa a palloncino. I getti novelli degli stridoli sono una vera e propria leccornia anche per i palati più raffinati. Si usano lessati come componenti delle mesticanze, alle quali conferiscono un tono particolare, ma principalmente vengono sbollentati in acqua, mescolati alle uova sbattute con aggiunta di formaggio pecorino e pepe, quindi fritti sotto forma di polpettine

In Romagna gli Stridoli si possono mangiare crudi in insalata, oppure si usano per insaporire le frittate, le zuppe, i risotti, e le tagliatelle o per aromatizzare il ripieno dei tortelli di ricotta. Con gli strigoli si fa anche il ragù e lo stufato


Risotto con gli strigoli

Riso: 450 g, Strigoli: 300 g, Burro: 100 g, Cipolla: 1, Brodo, Grana padano grattugiato,Sale

Mondare gli strigoli, Tritare la cipolla e farla imbiondire in 50 g di burro.Unire gli strigoli, salare e lasciare insaporire per 10 minuti, Unire il riso e farlo tostare, mescolando spesso con un cucchiaio di legno Salare e portare a cottura, aggiungendo il brodo, un mestolo per volta,togliere dal fuoco e aggiungere il grana grattugiato ed il burro rimasto. mescolare bene e servire

 

fonte ars-alimentaria

 

Pubblicato in: Sapori dimenticati
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Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato: La Carruba

Simile al bacello del fagiolo, ma dalle dimensioni maggiori e dal colore brunastro, la carruba è un frutto che dopo aver dato per secoli il suo apporto alimentare a uomini e animali è finito nel dimenticatoio dei ricordi, sacrificato sull’altare del “benessere”.

Il crescione

La sua coltura risale al XVIII secolo e non ha subito grandi evoluzioni. Tutti i lavori di raccolta e di manutenzione si effettuano ancora interamente a mano. Cresce nell'acqua e quando è coltivato su scala commerciale, il luogo di coltura deve essere alimentato esclusivamente con acqua di sorgente.


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