Un'Italia a tavola

Carabaccia..la proposta del RISTORANTE TRE ARCHI-COLLE DI VAL D'ELSA -(SI) per Un'Itàlia

La carabaccia, citata da Cristoforo da Messisbugo nel ‘500, è descritta come “Carabazada”. Si narra che questa minestra fosse molto apprezzata da Caterina dei Medici che la portò alla corte di Francia

Frascatula ..la proposta dell'Agriturismo SanGiovannello (EN) per Un'Itàlia

La Frascatula di Enna è una polenta di verdure e pancetta; in altri paesi del circondario ennese, può essere preparata con finocchietti selvatici o cavolfiori al posto dei broccoletti. Caratteristica la ricetta tipica delle zone del leonfortese, in cui viene utilizzata una farina derivata dalla tipica Fava Larga di Leonforte

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Gli Stridoli, o Strigoli, detti anche Carletti, o Bubbolini, o Tagliatelle della Madonna, sono diffusi un po' in tutta Italia e prima i contadini erano soliti consumarli a tavola come verdura fresca dal sapore, si diceva, simile a quello dei piselli appena colti. 
La caratteristica di queste piante è quella di avere fiori molto profondi, il cui nettare è quindi difficilmente raggiungibile dagli insetti, cosa questa che non facilita affatto

L’habitat ideale sono i campi incolti, i bordi dei viottoli e i terreni aridi e calcarei. Il loro nome secondo la mitologia greca va attribuito a Silenòs, semidio compagno di Dioniso e padre dei Satiri, per metà uomo e metà cavallo, con ventre rigonfio, in riferimento al calice fiorale della pianta; secondo altri discende da ‘Selene’ (luna), in allusione a quelle specie del genere che aprono i fiori di notte. Questa erba selvatica poco conosciuta è caratteristica per il suo sapore leggermente amarognolo, e si raccoglie principalmente in primavera inoltrata, quando è fiorita, con i caratteristici fiori bianchi o rosa a palloncino. I getti novelli degli stridoli sono una vera e propria leccornia anche per i palati più raffinati. Si usano lessati come componenti delle mesticanze, alle quali conferiscono un tono particolare, ma principalmente vengono sbollentati in acqua, mescolati alle uova sbattute con aggiunta di formaggio pecorino e pepe, quindi fritti sotto forma di polpettine

In Romagna gli Stridoli si possono mangiare crudi in insalata, oppure si usano per insaporire le frittate, le zuppe, i risotti, e le tagliatelle o per aromatizzare il ripieno dei tortelli di ricotta. Con gli strigoli si fa anche il ragù e lo stufato


Risotto con gli strigoli

Riso: 450 g, Strigoli: 300 g, Burro: 100 g, Cipolla: 1, Brodo, Grana padano grattugiato,Sale

Mondare gli strigoli, Tritare la cipolla e farla imbiondire in 50 g di burro.Unire gli strigoli, salare e lasciare insaporire per 10 minuti, Unire il riso e farlo tostare, mescolando spesso con un cucchiaio di legno Salare e portare a cottura, aggiungendo il brodo, un mestolo per volta,togliere dal fuoco e aggiungere il grana grattugiato ed il burro rimasto. mescolare bene e servire

 

fonte ars-alimentaria

 

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Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato... La Sorba

I frutti della sorba domestica sono acheni racchiusi in un falso frutto, formato dal ricettacolo accresciuto a forma di pera, di colore verde, giallastro, arancione, con striature rosse. In realtà quindi si utilizza il falso frutto, peraltro molto appetito dagli uccelli.

La cotognata

 Degli adulti, chi non ricorda una formetta di gustosa cotognata nella cartella di scuola? Da mangiare fresca o essiccata al sole, la cotognata un tempo era tra i "dolci" più diffusi


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