Un'Italia a tavola

Un'Itàlia: i 150 piatti che più rappresentano la cultura gastronomica italiana

Ravioli alla selvaggina con sugo: L'idea del piatto è nata utilizzando i prodotti che la natura del nostro territorio ci offre, Selvaggina, funghi e frutti di bosco...proposto dal Ristorante Les Granges

Coniglio in porchetta ,,la proposta del Comune di Cupramontana (An) per Un'Itàlia

Un piatto tipico di questo territorio, cucinato come un tempo e che ogni anno viene riproposto nelle sagre di paese.. reso inconfondibile dal caratteristico aroma del finocchio selvatico .

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Piccola, molto profumata, la Pera Cocomerina dal cuore rosso continuava a crescere indisturbata, sconosciuta ai più, dimenticata dal mercato. Solo lassù, a Ville di Montecoronaro, nell'Appennino Tosco-Romagnolo a pochi chilometri dal Monte Fumaiolo dove nasce il Tevere, il sapore di questa pera veniva ancora gustato dagli abitanti del posto. L'inizio della storia della Pera Cocomerina (che deve il suo nome alla polpa rossastra) potrebbe essere raccontata proprio così.

La Pera Cocomerina è un frutto di piccole dimensioni (il peso medio si aggira intorno ai 20-60 g.), che matura generalmente a fine agosto. Una varietà tardiva, dalla caratteristica polpa “cocomerina” di colore rossastro, matura invece verso la metà ottobre, ma è meno saporita della varietà precoce.

Per valorizzare e intensificare la coltivazione di questo frutto, oramai a rischio di estinzione, è nata l’associazione “Pro Ville” che, insieme al Comune di Verghereto, si impegna a promuoverne la commercializzazione, anche attraverso una sagra annuale che si celebra dal 2003. La Pera cocomerina è attualmente un presidio di Slow Food.

Dolce, saporita e molto profumata, ma assai facilmente deteriorabile, la Pera cocomerina deve esser consumata subito dopo la raccolta. Può essere anche conservata in sciroppo, oppure trasformata in confettura.

Si coltiva sull'Appenino Cesenate, in particolare nella località Le Ville di Montecoronaro, nei pressi di Verghereto.

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Sapori dimenticati

Il raperonzolo

In cucina del raperonzolo si possono utilizzare sia i getti primaverili che le foglie per confezionare eccellenti insalate, ma quello che più stimano gli intenditori sono le radici, simili a quelle della rapa, ma purtroppo assai più piccole. Esse si consumano preferibilmente fresche dopo averle pulite e condite con un filo d'olio e una presa di sale.

L'uva spina

La coltivazione dell'Uva spina risale al 1700; dall'Inghilterra le cultivar selezionate ben presto si diffusero in altri paesi Europei, specialmente in Germania. I frutti possono essere destinati al mercato fresco, anche se in genere sono utilizzati dall'industria alimentare per l'inscatolamento ed il confezionamento di gelatine e macedonie.


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