Un'Italia a tavola

"La Genovese" a modo mio proposta da Casale il Picchio-Magione-PG per Un'Itàlia

La varietà dei primi piatti nella cucina napoletana è molto vasta, va da piatti molto semplici,  a preparazioni elaborate, tra le quali i ragù che richiedono ore e ore di preparazione.La genovese, che non ha niente a che fare con Genova,  è preparata con un sugo di carne a base di cipolla rosolata ed altri aromi.questa ricetta è una variante.

Marmellata di Marroni ..la proposta di B&B Nonna Pia-Acquasanta Terme (AP) per Un'Itàlia

Durante l'autunno è consuetudine nelle montagne del Piceno utilizzare i marroni raccolti anche per creare una marmellata che può essere utilizzata per la colazione con pane fresco o farcire deliziose crostate.

Pubblicazioni News

01

Al Grand Hotel Karel V a cinque stelle (www.karelv.nl) , situato nel centro storico di Utrecht si può trovare raffinatezza ed eleganza con un bel po’ di passato alle spalle. Durante la ristrutturazione dell’albergo, prima adibito alla cura dei malati, dei feriti e degli anziani e poi nel 1348 a monastero dell’Ordine cavalleresco tedesco, per ospitare nobili che entravano in convento per dedicarsi alla fede ed alla sua difesa, si è cercato di mantenere viva la storia della struttura. È questa chiave di lettura si può trovare nel Gran Ristorante Karel V, già refettorio dei monaci, che esercitavano la regola del silenzio, scandito solo dalle parole del predicatore che dal pulpito leggeva i sermoni.
Ma anche il vecchio granaio, che nel Medio Evo aveva la funzione di preservare i contenitori di birra,  è oggi adibito a sala di accoglienza. Ma tutto sembra fermo nel tempo dal momento che, grazie ai nuovi proprietari che hanno ristrutturato completamente il prestigioso albergo inaugurato nel 2000, si è voluto conservare traccia del nobile passato. Un esempio è il ristorante che deve il suo nome a Carlo V «che - ci dice il Direttore - non a caso è venuto qui riscaldandosi al calore del caminetto sopra il quale è in mostra lo stemma reale, l’aquila a due teste, forgiato in pietra arenaria e ritrovato nel corso del restauro ». Tutto è rivisto in chiave moderna e funzionale ( da non dimenticare che Carlo V visitò il complesso, insieme alla sorella Maria d’Ungheria, nel Cinquecento per assistere alle riunioni dell’ Ordine del Toson d’Oro) e molta acqua e passata sotto i ponti…
Il fascino della storia ci ha proprio contagiato, sarà anche l’aver visitato Utrecht per l’inizio dei festeggiamenti per i Trecento anni dei Trattati, e ne vogliamo sapere di più di questo complesso che in punta di piedi andiamo ad esplorare, affascinati da specchi e candelieri mastodontici.
Dunque il complesso venne acquistato in tempi più recenti, siamo nel 1807, dal re Luigi Napoleone (fratello del più famoso Napoleone Bonaparte) per 50.000 fiorini, ma non se la godette il re Luigi, perché passò alla casa degli Orange che decise di realizzare qui l’ospedale che è stato in funzione fino al 1989. Poi subentrò la decadenza e la recente ristrutturazione che è durata ben tre anni e mezzo.
Il Ristorante è all’altezza delle aspettative e la cucina è veramente al top, a cominciare dall’ accurata ospitalità e disponibilità del maitre e sommelier, Johan Kragtwijk, coadiuvato dai comin de cousin, alla grande professionalità e bravura, non a caso qui siamo in un ristorante stellato, fornita dallo chef , Jeroen Robberegt.
«I nostri ospiti - dice Jeroen - si aspettano il meglio del meglio. E noi ci impegniamo a fare del nostro meglio per la nostra clientela». 
Ma quale è il segreto dello chef ?
Niente è lasciato al caso, ogni ingrediente che si trova nel piatto ha una sua funzione, cominciando dalla carota che mantiene intatto il suo sapore in perfetta sintonia con la carne  o il pesce. Il risultato è che il piatto di portata è veramente saporito e ben combinato… parola di chi l’ha provato.

 

autore Vera De Luca

Pubblicato in: Eventi- serate
1259

Sapori dimenticati

Il frutto dimenticato.. La corniola

Il corniolo, specie propria dell'Europa centro-orientale sino al Caucaso e all'Asia minore, in Italia si trova in tutta la penisola ma è più frequente nelle regioni settentrionali.

Un frutto dimenticato: la giuggiola

 

Molti cibi,  nel tempo, sono stati abbandonati, venivano usati comunemente ogni giorno sulle tavole di contadini.

 


Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.