Proposto da: Consorzio ProLoco Valle di Ledro
Caponec

 
 


La cucina della Valle di Ledro non differisce molto da quella tradizionale trentina, annovera però alcuni piatti locali molto appetitosi e sostanziosi, come la polenta di patate, la peverà e i caponec

 
 

Proposto da: Proloco Termoli
A' frettate chi lecette.. (frittata con alici)

 
 

Tutto il sapore del nostro mare in un piatto...

 
150 piatti, 150 territori » Primi »  piatto tradizionale Dettagli
  
RAVIOLES DE CHASTELMANH
Proposto da:  

Ristorante La Font 


Vvia Giordano e Marino 7

Castelmagno

Cuneo

0171 986370


Sito web:  
     

 

 
Descrizione:
 

Castelmagno è famosa per il suo formaggio di origini antichissime. e questi "Ravioles" provengono da una antica ricetta precedente a quella dei gnocchi al Castelmagno. Non potendo disporre della cagliata del castelmagno di 2 o 3 giorni, si può usare una normale toma primo sale, stagionata di qualche giorno. Il risultato non è il medesimo ma molto, molto simile.

 
Preparazione:
 

ingredienti (per 6 persone)
1 chilo di farina "00", 1 pezzo di toma di circa 300 gr. (preferibilmente la cagliata per fare il formaggio castelmagno-già semistagionata di 2/3 giorni) 250 gr. di burro di montagna, 250 gr. di panna fresca.

preparazione
Passate le patate al setaccio, impastate con farina e toma fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo. Allungate la pasta e formate dei rotolini o salamini, tagliateli col coltello a tocchetti di circa 2 cm, poi usando entrambe le mani, allungate arrotolando la pasta ottenendone dei piccoli salsicciotti (detti appunto ravioles). Dopo una cottura di circa 10 min. condite nel piatto di portata con il burro fuso e la panna che precedentemente avete ben scaldato con una leggera aggiunta di pepe.
 

 
a questo piatto è stato abbinato il vino:
 

Piatto n.68

BRUNO BROGLIA  GAVI O CORTESE DI GAVI DOCG 2009 BROGLIA LA MEIRANA  GAVI   AL medaglia argento 2011

Il Gavi o Cortese di Gavi è un vino bianco piemontese prodotto esclusivamente da vitigno cortese in provincia di Alessandria, è inoltre un vino DOCG

La disiplinare del vino bianco "Gavi" o "Cortese di Gavi" DOCG con la specificazione "tranquillo", "frizzante", "spumante" è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti, presenti in ambito aziendale, composti dal solo vitigno Cortese.
La resa massima di uva per ettaro dei vigneti, in coltura specializzata, destinati alla produzione dei vini di cui all'art. I non deve essere superiore a 9,5 tonnellate. La resa massima dell'uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
La uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata e garantita "Gavi" o "Cortese di Gavi" un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,50% vol. per le tipologie tranquillo e frizzante, e di 9,00% vol. per la tipologia spumante.
Di questo vitigno, benché di origini molto antiche, si hanno notizie risalenti soltanto a pochi secoli fa. Infatti, la prima descrizione abbastanza dettagliata dell'uva Cortese si trova nella ampelografia dei vitigni coltivati in territorio piemontese compiuta dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, pubblicata nel 1798, dove l'uva Cortese viene così descritta: "ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare, fa buon vino, è abbondante e si conserva"

 
 
 
 
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Proposto da: Proloco Termoli
Fiadone

 
 

Il fiadone è un tipico prodotto  abruzzese e molisano che si prepara per le feste pasquali, anche se si consuma tutto l’anno, sia nella versione salata, più diffusa nelle aree litoranee, che dolce, più diffusa nelle aree interne.

 
 

Proposto da: Pro Loco Oliveto Lucano
Scarpedd

 
 

Piccole frittelle  insaporite con del "vino cotto", ottenuto dalla bollitura del mosto dell'uva nel periodo della vendemmia

 

 
 

Proposto da: Pro Loco Cecchina
Ciambelline al vino.

 
 

La cucina tradizionale di Albano è molto legata a quella romana, ma conta anche piatti propri che utilizzano il broccolo di coltivazione locale, una varietà dal gusto più delicato (broccolo attufato, lesso coi broccoli), dolci che legano con il vino dei Castelli (ciambelline al vino) e quelle pietanze "povere", tipiche di un'antica cultura contadina, che utilizzano i prodotti dell'orto e le parti meno nobili della macellazione