Proposto da: Consorzio ProLoco Valle di Ledro
Caponec

 
 


La cucina della Valle di Ledro non differisce molto da quella tradizionale trentina, annovera però alcuni piatti locali molto appetitosi e sostanziosi, come la polenta di patate, la peverà e i caponec

 
 

Proposto da: Proloco Termoli
A' frettate chi lecette.. (frittata con alici)

 
 

Tutto il sapore del nostro mare in un piatto...

 
150 piatti, 150 territori » Antipasti »  piatto tradizionale Dettagli
  
antichissimo tartà
Proposto da:  

agriturismo cantina la villetta 


corso Don Orione, 46

15057 Tortona (AL)


tel. 0131 812082

Sito web:   www.cantinalavilletta.it
     

 

 
Descrizione:
 

Antichissima Tartra o Tartrà di Giovanni Goria
E' un antico budino povero, salato e pepato, che risale alla notte dei tempi ed ha origine forse spagnola o barbaresca. Oggi lo mangiamo come un raffinato antipasto, ma un tempo era piatto unico delle cascine, specie nei luoghi inverni.



 

 
Preparazione:
 

Ingredienti:
4 uova intere più due rossi;
1/2 litro di buon latte più 1/4 di panna liquida;
una cipolla;
3 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato;
2 cucchiai di un trito di fogliette di salvia,
alloro tenero e rosmarino;
una grossa noce di burro;
poco sale, abbondante pepe nero fresco, una grattata di noce moscata.


 L'esecuzione è semplicissima; si imbiondisce la cipolla tritata fine col burro finclié sia tenera. In una ciotola a parte si sbattono un poco le uova, si aggiunge il latte tiepido e la panna, il parmigiano, il trito di profumi, il sale, il pepe nero appena macinato e la noce moscata. Si unisce al tutto la cipolla già cotta, si mescola bene, si cola in uno stampo da budino unto e infarinato e si cuoce 30 minuti a forno medio (200°), meglio se a bagnomaria.
Ha il sapore buono delle cose vecchie, delle nonne e delle bisnonne.

 
a questo piatto è stato abbinato il vino:
 

Piatto n. 63

RUIT-HORA Barbera d’Alba DOC 2005 Az. Agr. GHIOMO DI ANFOSSI GIUSEPPINO  GUARENE  CN medaglia argento 2009

 

Il sapore, pieno e corposo, attenua la caratteristica di acidità tipica del vitigno. Si utilizzano con successo legni piccoli adatti al tipo di vino, proprio perché anch’essi smorzano l’acidità che - va precisato - resta fondamentale per l’equilibrio di gusto del prodotto e per una buona, piacevole bevibilità e digeribilità.Vino tradizionalmente "da pasto", qualche decennio fa considerato sinanche sgarbato e popolare, ultimamente ha avuto un importante miglioramento qualitativo ottenuto mediante processi di vinificazione e scelta delle uve più accurati, al punto da arrivare a competere sotto il profilo organolettico con vini assai più blasonati. Colore rosso rubino da giovane con tendenza al rosso granato dopo l'invecchiamento.Le origini del vitigno Barbera sono antichissime, ma i primi documenti che ne danno testimonianza risalgono solamente a qualche secolo fa. Infatti, la prima traccia formale del Barbera si trova in un documento del XVII secolo conservato nel municipio di Nizza Monferrato. Mentre se ne fa menzione ufficiale solo nel 1798, alla stesura della prima ampelografia dei vitigni coltivati sul territorio piemontese compiuta dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Societa' Agraria di Torino.
Il Barbera, o meglio la Barbera, come viene chiamata tradizionalmente dai contadini piemontesi, il cui carattere ruvido e schivo e' simile proprio a quello espresso da questo rosso schietto e robusto, e' uno dei vini piu' noti ed apprezzati in tutta Italia per la sua generosita' nel carattere alcolico

 
 
 
 
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Proposto da: Proloco Termoli
Fiadone

 
 

Il fiadone è un tipico prodotto  abruzzese e molisano che si prepara per le feste pasquali, anche se si consuma tutto l’anno, sia nella versione salata, più diffusa nelle aree litoranee, che dolce, più diffusa nelle aree interne.

 
 

Proposto da: Pro Loco Oliveto Lucano
Scarpedd

 
 

Piccole frittelle  insaporite con del "vino cotto", ottenuto dalla bollitura del mosto dell'uva nel periodo della vendemmia

 

 
 

Proposto da: Pro Loco Cecchina
Ciambelline al vino.

 
 

La cucina tradizionale di Albano è molto legata a quella romana, ma conta anche piatti propri che utilizzano il broccolo di coltivazione locale, una varietà dal gusto più delicato (broccolo attufato, lesso coi broccoli), dolci che legano con il vino dei Castelli (ciambelline al vino) e quelle pietanze "povere", tipiche di un'antica cultura contadina, che utilizzano i prodotti dell'orto e le parti meno nobili della macellazione