Pignoletto Classico Colli Bolognesi DOC: il vino selezionato per Un'Itàlia

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PIGNOLETTO DEL MONTICINO COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO  DOC 2010 Az. Agr. Il Monticino in ZOLA PREDOSA BO medaglia argento 2011

 

Il Colli Bolognesi Classico Pignoletto è un vino DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Bologna. Vitigno autoctono dell’Emilia Romagna, il pignoletto trova il suo territorio di maggior vocazione nel bolognese. Già citato come Pino Lieto da Plinio il Vecchio (I sec.  d.C. nel suo Naturalis Historiae)  e da Vincenzo Tanara (1654) che riferiva di “uve pignole” nelle colline del bolognese.

Da studi fatti si è accertato la sinonimia tra il Pignoletto e il vitigno coltivato in Umbria come Grechetto di Todi. Erroneamente in precedenza si credeva una variante del Pinot Bianco o del Riesling Italico.

Vitigno di media vigoria e scarsa produttività, offre i migliori risultati in collina (come d’altronde quasi tutti i vitigni…), con terreni poco argillosi e anche calcarei. I migliori sistemi di allevamento sono il Guyot, cordone speronato e GDC.
Scarsamente sensibile  a malattie come peronospora, oidio e botrite, patisce  di più mal dell’esca e parassiti animali.Tollera meglio le gelate primaverili rispetto alla siccità.

Produce un vino dai profumi delicati  e fruttati (in particolare sentori di mela), sapore secco e asciutto.Di questo vitigno particolarissimo non esistono precise e certe documentazioni scritte, ma riferimenti sapienti e fondati, tantissimi!! Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia", scritta nel I secolo d.C., afferma di un vino chiamato "Pino Lieto" che "non è abbastanza dolce per essere buono", e quindi non apprezzato, poiché è noto che gli antichi romani amavano il vino dolcissimo: da tali affermazioni si può dedurre che nell'antichità il Pignoletto era già conosciuto. Il Tanara, nel 1654, col suo trattato "Economia del Cittadino in Villa", fa precisi riferimenti ad "Uve Pignole" che sono coltivate nelle colline della provincia bolognese, anche se è sempre stato caratterizzato come altro vitigno con ampelografia similare.

Il vino, ha un bel colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini e profumo delicato, fruttato, intenso dei fiori di biancospino, dal sapore secco, armonico, asciutto ed abbastanza persistente; inoltre è fresco di acidità. Viene prodotto in varie "vesti": fermo, con caratteristiche e tipicità inalterate; frizzante a fermentazione naturale; superiore con gradazione alcolica naturale delle uve del 12% vol. produzione delle medesime, vinificazione ed imbottigliamento nella zona tipica del comprensorio: la bottiglia è del tipo "bordolese a spalla alta" e tappo raso di sughero, con l'indicazione in etichetta dell'annata di produzione delle uve. Inoltre anche nei tipi spumante metodo Charmat, a rifermentazione termo-regolata in autoclave, e metodo classico con minimo 9 mesi di rifermentazione in bottiglia champagnotta con tappo a fungo di sughero.

 

Denominazione

 

 

 

abbinato ai piatti di Un'Itàlia:

Piatto n.  17     Cappelletti romagnoli di formaggio  Proposto da: Baruzzi

Piatto n. 124    Tortellini in brodo Proposto da:   Azienda Agrituristica Cà de Frà

 

Pubblicato in: Emilia-Romagna, Vini
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