Il miele di Sardegna.. al rosmarino

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Il miele di rosmarino viene prodotto da sciami di api tenute a pascolo esclusivamente in aree di  vegetazione spontanea. Viene scelto il periodo più opportuno per il pascolamento, in coincidenza della fioritura del rosmarino (febbraio-marzo), e quando non c’è la “concorrenza” di pollini di altre essenze della macchia locale. Fasi di processo: appena estratti dalle arnie i telaini vengono portati nel locale di lavorazione, sottoposti a disopercolatura manuale, con ordinari attrezzi da cucina, quindi a smielatura con uno smielatore meccanico centrifugo in acciaio. Appena estratto il miele viene posto in serbatoi di acciaio di circa 2 q.li, dove avviene la decantazione. Successivamente si passa alla maturazione e allo stoccaggio del miele in serbatoi verticali di acciaio. La fase di maturazione va dai pochi giorni ad alcuni mesi, a seconda della variante di gusto e dei flussi di ritiro del prodotto finito. Segue il confezionamento manuale in vasetti di vetro di piccoli formati. L’allevamento delle api in Sardegna, ebbe soprattutto nel Medioevo un notevole incremento, nei monasteri sardi (fonte “Condaghe di S.Maria di Bonarcado) infatti erano stati istituiti i cosiddetti “ortus de abis” per l’allevamento delle api e ricavarne da ciò tutti i derivati come la cera per le candele e il miele per la preparazione dei medicinali, dei dolci e per la vinificazione, perché come all’uso greco si chiarificavano i vini col miele.La tradizionalità e la tipicità del prodotto è legata a due fattori principali: il pascolo è effettuato esclusivamente in aree di vegetazione spontanea, nei periodi in cui c’è la fioritura della specie botanica caratterizzante e, quando non c’è la “concorrenza” di pollini di altre
essenze della macchia locale e in zone non contaminae da inquinanti chimici

Pubblicato in: Sardegna
1836