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Turismo: la ricetta per essere competitivi

Tutti sognano l’Italia, ma poi passano le vacanze in Francia. Sui problemi della competitività del nostro Paese nel settore turistico, nonostante le bellezze naturali, il clima e le opere d’arte invidiate in tutto il mondo, si è incentrato il terzo Forum Turismo del Sole 24 Ore. Esperti e operatori si sono confrontati per ripensare una crescita del settore che sta risentendo della crisi economica internazionale, ma anche di una mancanza di strategia comune che vede ogni regione, provincia, comune o albergatore ad andare avanti per conto suo, come può, promuovendo per il mondo solo il proprio angolo piuttosto di un intero sistema. «I numeri negativi degli ultimi anni portano alla necessità di un cambiamento, spinge verso investimenti e innovazione – ha spiegato Renzo Iorio, vicepresidente vicario di Federturismo Confindustria – e quando arriverà la ripresa dovremo essere pronti a conquistare i nuovi clienti in maniera adeguata, a creare una cultura dell’accoglienza che deve vedere lavorare insieme istituzioni e operatori».

La ricetta per essere competitivi
Fare sistema è la parola d’ordine e tutti sono d’accordo sulla necessità di creare affiliazioni e consorzi, coordinare la riorganizzazione della proposta turistica con adeguati collegamenti e infrastrutture di buon livello. «I trend per i prossimi anni parlano di un turista che predilige la qualità e ottimi servizi – ha sottolineato analizzando i dati Fabrizio Guelpa, responsabile ufficio Industry & banking di Intesa Sanpaolo – dal 2010 si prevede una ripresa, ma il turismo avrà un nuovo volto con arrivi soprattutto dal Medio Oriente, l’Asia e il Pacifico, una domanda che si riverserà per quasi la metà in Europa». C’è chi pensa che il segreto sta nel prepararsi a intercettare le nuove esigenze di clienti diversi rispetto ai tradizionali americani o tedeschi, e chi invece suggerisce di imparare e vendere la nostra cultura e a farla apprezzare anche a Pechino. Ma al di là delle strategie, si guarda agli esempi di eccellenza, come la Liguria, la città di Venezia o Mantova per prendere spunto e rilanciare l’Italia come meta turistica, creando nuove opportunità che uniscano le proposte culturali al benessere o all’enogastronomia, puntando sempre sulla qualità. Un programma di interventi che deve essere strutturato e coordinato: la nascita del ministero del Turismo sembra solo un piccolo passo per una strada ancora lunga da percorrere.

Gli eventi e la ricaduta sul territorio
Le sfide da affrontare, invece, sono alle porte e l’Expo internazionale del 2015 è l’appuntamento che metterà alla prova la capacità di far ricadere un evento su tutto il Paese: «Tutti gli eventi, da quelli fieristici e culturali, fino a quelli più eccezionali come le Olimpiadi o l’Expo hanno un forte ritorno sul – ha sottolineato Corrado Peraboni, ad di Fiera Milano Expocts -, l’appuntamento del 2015 coinvolgerà Milano, ma Venezia, Firenze e Roma avranno delle ricadute significative». E proprio gli eventi sono spesso alla base del successo come mete turistiche di borghi e città, resi suggestivi da appuntamenti annuali (come è accaduto a Mantova con il Festival della letteratura) o dal cinema, come per i Sassi di Matera che, dopo il film The Passion, hanno quadruplicato il numero dei visitatori.
Il ruolo strategico del patrimonio artistico e dei prodotti tipci come fonti di attrazione turistica è stato al centro del dibattito del pomeriggio, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Claudio de Polo Saibanti, presidente Fratelli Alinari e Ugo Picarelli, direttore Borsa mediterranea del turismo archeologico.

 

 fonte Sole24ore

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