Confagri: biometano per alleggerire dipendenza energetica dall’estero


“Quanto sta accadendo a seguito dell’emergenza maltempo deve farci comprendere che non è più rinviabile la realizzazione di una filiera del biometano in agricoltura”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, in relazione ai consumi record di gas per il riscaldamento in questi giorni di freddo polare, con un aggravio mediamente di 100 euro a famiglia ed al piano di emergenza per assicurare le erogazioni.

“Ci sono riduzioni nelle forniture di gas dalla Russia del 30% e consumi notevolmente in aumento. Altri Paesi, come la Germania, l’Austria, la Svezia, si sono già attrezzati – osserva Guidi -. E’ ora che lo faccia anche l’Italia. Si possono ottenere 7-8 miliardi di metri cubi di metano dalla sola agricoltura, con una potenzialità di coprire almeno il 10% dei consumi nazionali, oltre tutto garantendo migliaia di nuovi posti di lavoro nell’agro-industria”.

“Il governo – chiede il presidente di Confagricoltura – definisca le disposizioni tecniche di immissione del biometano nella rete del gas naturale per il riscaldamento; secondo il piano d’azione nazionale potrebbero essere investiti 300-400 mila ettari di colture dedicate, senza compromettere il food, e cioè: colture di secondo raccolto, colture alternative a elevata ‘efficienza carbonica’, soprattutto se prodotte in terreni marginali, sottoprodotti agricoli (paglie, stocchi, ecc.) e agroindustriali, effluenti zootecnici”.

“Il Paese – conclude Mario Guidi – ha bisogno di energia pulita e di dipendere il meno possibile dall’estero. Il biometano è una grande opportunità che va colta per progredire e per migliorare l’ambiente. Il piano c’è già, bisogna attuarlo”.

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