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Vino

I Vini di Don Camillo

L’indiscusso re di queste terre padane e’ senza dubbio il Lambrusco che compare, tra l’altro, in ben tredici racconti di Guareschi

 

 

Malvasia

Un tempo, anche nella Bassa parmense si coltivava questo vitigno, mentre ai giorni nostri la Malvasia e’ ottenuta con Malvasia aromatica di Candia, coltivata nelle zone di Maiatico e Talignano in Val Baganza, di Arola, vicino a Torrechiara, in Val di Parma. Nota anche come il gentil vino dei colli, la Malvasia, frizzante, dal colore giallo paglierino e dal caratteristico profumo leggermente aromatico, puo’ essere da pasto o da dessert, secca o amabile. La Malvasia Colli di Parma, nelle sue versioni, secca e amabile, ha recentemente ottenuto la denominazione DOC

Fortana

La Fortana, cosi’ come le sue varianti leggere Fortanina e Fortanella, è un frizzante vino rosso amabile a bassa gradazione alcolica. Ottenuta dall’uva omonima coltivata nella Bassa, soprattutto a Zibello, a San Secondo, Busseto e Soragna, ha una gradazione alcolica talmente bassa che, fino alle recenti modifiche legislative, non poteva esser commercializzata come vino, ma solo come “mosto d’uva fermentato”. L’uva che la produce e’ conosciuta come “Uva d’Oro” poiché una volta giunta a maturazione, prende un’intensa colorazione verde-oro. Si dice che il vitigno sia stato importato nel XV secolo dalla Borgogna. Con il suo sapore fruttato, la Fortana, servita fresca, si sposa perfettamente con la spalla cotta di San Secondo e con il culatello di Zibello.

Lambrusco

Il Lambrusco, un tempo tipico della zona della Bassa Parmense, immancabile nelle trattorie e osterie dove veniva servito in piccole e candide scodelle, ora è prodotto prevalentemente nel modenese e nel reggiano. Di colore rosso scuro, frizzante e leggermente asprigno e dal ricercato profumo d viola mammola, prende nome, insieme all’omonima qualità d’uva, dalla “labrusca” (forse vite dei dirupi, la vite selvatica che cresceva nella Pianura Padana e che fu scoperta dai Romani). Nella sua versione, ormai scomparsa, 2scura e amara”, dura all’assaggio, lo si conosceva nelle antiche osterie, con il nome di Scorza Amara.

ed.Battei

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