Amianto: Cia E-R, Regione contribuisca allo smaltimento tetti crollati per la neve


Chiediamo adeguate risorse alla Regione Emilia Romagna da destinare agli imprenditori agricoli per contenere i costi aggiuntivi necessari per smaltire l’amianto dei fabbricati rurali”. Lo sollecita la Cia dell’Emilia Romagna che denuncia ingenti danni alle strutture agricole che hanno subito crolli delle coperture a causa delle ingenti nevicate delle settimane scorse.

Fin dalle prime precipitazioni nevose l’associazione ha segnalato i disagi della nevicata eccezionale ed aveva immediatamente richiesto alle Regione la dichiarazione dello stato di calamità naturale “consapevole della straordinarietà degli eventi e dei danni che da subito iniziavano ad intravedersi”.

Le prime stime prudenziali valutano in oltre 25 milioni di euro i danni alle sole strutture agricole. Si tratta di stalle, fienili e capannoni, ricoveri attrezzi, prevalentemente concentrati nelle province di Forlì-Cesena e Rimini.

“Tale importo inevitabilmente è destinato ad aumentare con il procedere delle valutazioni ed in particolare se si considera che buona parte delle coperture crollate sotto il peso della neve erano realizzate in cemento amianto (eternit) – osserva Antonio Dosi, presidente della Cia Emilia Romagna – e trattandosi di materiali estremamente pericolosi i costi per la loro rimozione e smaltimento, nel rispetto delle normative vigenti, sono decisamente elevati, dovendosi effettuare in condizioni di assoluta sicurezza, allo scopo di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini”.

La Confederazione emiliano romagnola sollecita pertanto la Regione, fermi restando gli interventi previsti per le strutture dal Fondo di Solidarietà Nazionale, a stanziare un adeguato finanziamento finalizzato “ad alleviare i costi aggiuntivi”.

“Le condizioni di difficoltà in cui si trova da anni la nostra agricoltura e l’esigenza di dare rapide risposte alle aziende in difficoltà impongono l’approvazione di misure rapide, incisive e di non eccessivo impegno finanziario per le istituzioni, capaci di dare adeguato sostegno a chi ne ha giustificato bisogno – conclude Dosi – allo scopo di evitare processi di crisi e la chiusura di imprese vitali ed indispensabili per la tutela e la salvaguardia del nostro territorio”.

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