Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
E’ vera emergenza per le imprese agricole italiane, che rischiano di finire nelle mani dell’usura o della criminalità organizzata: oltre ai costi produttivi e contributivi in continua ascesa, gli operatori devono far fronte “ai debiti, alla contrazione del credito bancario e alle ganasce tributarie”. A lanciare l’allarme è la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che ribadisce l’esigenza di politiche in grado di supportare il settore. “Ormai in agricoltura – avverte il presidente della Cia, Politi – si investe sempre meno: mutui e prestiti vengono erogati con il contagocce, mentre debiti e sofferenze sono in forte crescita. Per gli agricoltori l’accesso ai finanziamenti bancari sta diventando un vero e proprio incubo, mentre le richieste di rientro dal credito continuano a crescere, le istruttorie sono severissime, le garanzie hanno ormai raggiunto livelli assurdi”. Il tutto si traduce nell’impossibilità di avere accesso a finanziamenti per “qualsiasi progetto” di ristrutturazione, riconversione o sviluppo, che spinge gli imprenditori a rivolgersi ad altre fonti non “istituzionali” e a cadere nella rete dell’usura, del racket, della criminalità. Uno scenario, avverte Politi, ulteriormente aggravato dalle “ganasce tributarie e dai pignoramenti: siamo in presenza – spiega – di un’assurda vessazione che sta mettendo alle strette tantissime aziende agricole”, costringendole in molti casi a chiudere. Per questo la Cia chiede al mondo bancario “maggiore disponibilità a impegnarsi nel finanziamento dell’agricoltura, miglioramento generale delle condizioni sul prestito e più attenzione verso le piccole e medie imprese operanti nel settore agricolo”. Al contempo l’associazione invita l’Amministrazione pubblica ad essere “meno opprimente nei confronti delle aziende nel recuperare i crediti”. Altrimenti, avverte, “sarà una drammatica debacle per l’intera agricoltura italiana”. (ANSA)