Fabbricati rurali: Cia, l’agricoltura italiana rischia debacle


“Fabbricati rurali, estimi catastali dei terreni agricoli, ‘caro-gasolio’. Sono questi, al momento, le tre gravi emergenze dell’agricoltura italiana. Occorre subito intervenire per dare risposte certe ed efficaci agli imprenditori agricoli che stanno vivendo una situazione per certi aspetti drammatica. I costi cresciuti a livelli record e destinati ulteriormente a salire nei prossimi mesi per effetto dei provvedimenti del governo Monti rischiano di mettere in grave crisi migliaia di aziende che non sono piu’ competitive sui mercati. Senza misure che consentano di ridurre i pesanti oneri produttivi e contributivi, si corre il pericolo del completo naufragio. E certo non staremo fermi. Se entro pochi giorni non verranno attuati gli interventi che da tempo sollecitiamo, siamo pronti alla mobilitazione, coinvolgendo anche le altre organizzazioni professionali”. Lo ha sostenuto oggi a Roma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi parlando ad una riunione dei presidenti e direttori regionali e provinciali dell’Organizzazione. “Da parte nostra -ha aggiunto Politi- c’e’ sempre stata la piena disponibilita’ alla soluzione dei problemi che attanagliano il nostro Paese. Siamo persone responsabili e pronti ai sacrifici, anche duri. Ma davanti all’assurda e ingiusta tassazione di strumenti di lavoro come il fabbricato rurale (la stalla, il magazzino, la cascina) e del terreno agricolo dove si coltiviamo prodotti per l’alimentazione non possiamo stare zitti. Come non possiamo accettare che i continui rincari del gasolio agricolo possano pregiudicare il futuro non solo di migliaia di serre (che ne fanno largo uso specie nel periodo invernale per il riscaldamento delle colture), ma anche delle altre imprese agricole”.
“Sono questioni che vanno risolte in modo adeguato. Abbiamo chiesto -ha rimarcato il presidente della Cia- che venga rivista sia la misura riguardante l’Imu sui fabbricati rurali che sui terreni agricoli, i cui redditi domenicali hanno visto il moltiplicatore salire al 110. E’ una tassazione punitiva perche’ penalizza il lavoro dell’agricoltore, lo colpisce negli strumenti indispensabili per svolgere adeguatamente la propria attivita’ imprenditoriale. Di cio’ il governo deve rendersene conto. I produttori non possono operare in perdita. Sarebbe un assurdo. Per questo sollecitiamo le istituzioni a intervenire al piu’ presto. Servono risposte valide e in tempi brevi, prima che si aprano contenziosi con i comuni”.(AGI)

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