Il futuro del pianeta

Due miliardi di persone vivono e lavorano nelle piccole aziende agricole di tutto il mondo e dal loro impegno dipende la sfida per un’agricoltura piu’ sostenibile.Se i principali Paesi donatori, pero’, faranno mancare il loro impegno nella cooperazione a causa della crisi economica che li colpisce, l’obiettivo di raggiungere un’agricoltura ”eco-smart” per rendere disponibile piu’ cibo affrontando, allo stesso tempo, la sfida dei cambiamenti climatici, non potra’ essere raggiunto. Kanayo F. Nwanze, presidente del Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo, Ifad, aprendo questa mattina a Roma la due giorni del Consiglio generale 2012 ”Sustainable smallholder agriculture: Feeding the World, protecting the planet” dedicato a piccoli produttori e sostenibilita’ in agricoltura, ha ricordato che ”per ogni dollaro donato, Ifad e’ riuscito a capitalizzarne 6 atraverso tutti i suoi canali di cooperazione”, ma anche che ”la parte dell’aiuto pubblico allo sviluppo destinata nel 1979 all’agricoltura era il 18% dell’aiuto totale allo sviluppo, mentre nel 2009 eravamo al 6% appena”.
Alla due giorni romana partecipano leaders dei governi, esperti e personalita’ ai massimi livelli proprio a sottolineare che la sfida dell’agricoltura sostenibile e’ sostanziale per la fine della fame nel mondo e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Oggi 22 febbraio, dopo l’intervento del presidente del Rwanda Paul Kagame e prima del presidente del Consiglio Mario Monti, si susseguono panel di esperti concentrati su come migliorare la produttivita’ dei piccoli produttori, che assicurano fino all’80% della disponibilita’ di cibo nei Paesi in via di sviluppo come a casa nostra. Domani 23 febbraio, dopo la relazione introduttiva del ministro alla Cooperazione italiano Andrea Riccardi sara’ la volta, tra gli altri, di Bill Gates, fondatore di Microsoft e creatore di una propria fondazione partner di Ifad, che raccontera’ la propria esperienza nel sostegno ai progetti di sviluppo rurale delle Nazioni Unite.

Ad essi, ed ai principali donatori pubblici il presidente Ifad ha rivolto oggi in apertura dei lavori un accorato appello per il salvataggio dell’impegno pubblico nella cooperazione, messo a dura prova dal dilagare della crisi economica generale: ”So che l’anno che ci troviamo davanti non sara’ facile – ha ammesso Nwanze -. L’incertezza economica che ha colpito molti Paesi lo scorso anno sembra destinata a continuare. So che molti dei Paesi membri dell’Ifad hanno pressanti bisogni interni a breve termine.
Sono fiducioso pero’ – ha concluso – che continuerete ad avere la determinazione di investire nella cooperazione a lungo termine”.
(fonte asca)
foto: Lorenzino 1961

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