IL PRIMO CONCORSO NAZIONALE ENOGASTRONOMICO TUTTO DEDICATO A “IL MIELE IN CUCINA”

Il miele è un prodotto che si presta, storicamente, a molti usi in cucina e, come tale, va considerato e adoperato anche oggi. E’ questa la sfida lanciata dalle Città del Miele annunciando la Prima Edizione del Concorso Nazionale Enogastronomico “Il Miele in Cucina”.
Il Concorso è riservato alle classi terze e quarte degli Istituti Alberghieri Professionali presenti sui territori delle Città del Miele: oltre 30 Istituti coinvolti dal Piemonte alla Sicilia e Sardegna.
Le finali di gara della prima edizione sono programmate per il 29-30 ottobre 2011 e saranno ospitate nella Città del Miele della Valle d’Aosta: Châtillon.

Dalla collaborazione preliminare tra Le Città del Miele e i docenti degli Istituti Alberghieri è nato un ‘Regolamento di gara’ che si propone di attivare una specifica cultura di approfondimento dell’uso del miele in cucina.
Da qui la scelta di riservare la prima edizione del Concorso al tema specifico della pasta: fresca e secca, nel suo essere il piatto bandiera della cucina italiana, tra i più amati anche a livello internazionale.
Nelle prossime edizioni annuali il miele si concentrerà sui risotti e le zuppe, poi sulla specificità dei secondi piatti di carne, di pesce, via via approfondendo lo sviluppo di una raccolta tematica destinata ad essere unica nella sua completezza di approfondimento.

L’uso del miele in cucina ha origini antiche, conosce il suo massimo splendore nel Rinascimento, uno dei periodi più illuminati della storia e della cultura umanistica.
Un’epoca, tra l’altro, dove l’Italia vanta i cuochi più abili, creativi e rinomati d’Europa, che portarono la cucina italiana al massimo grado di raffinatezza e prestigio.
E per i Maestri dell’arte culinaria rinascimentale il miele era considerato un ingrediente di prestigio, utilizzato per preparare i sontuosi banchetti delle grandi famiglie aristocratiche.
Non lo consideravano un semplice dolcificante, ma ‘ingrediente’ di rilievo per farcire ogni pietanza: carne arrosto o bollita; usato per esaltare il pesce, ma anche le zuppe, le minestre e sformati.
E’ l’epoca nella quale il gusto dominante è proprio quello ‘dolce’, nel suo essere elemento della distinzione sociale raggiunta dalle grandi Corti rinascimentali, dove l’ostentazione della tavola diventava la ‘scena del principe’ delle grandi famiglie dei Medici e dei Gonzaga.

L’Italia delle oltre 50 tipologie di miele, molte delle quali a forte ‘identità territoriale’ e, quindi, esclusive, che si propone alle nuove generazioni di cuochi stimolando la loro creatività a riprendere la cultura che accompagna l’uso del miele nella cucina italiana: una tradizione tutta da scoprire o riscoprire, in una costante ‘innovatio’.

il regolamento

da lecittadelmiele

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