Lambrusco a Palazzo… ode al Lambrusco

Sabbioneta, la piccola Atene e patrimonio Unesco, fu ideata e  fondata nel 1554 da Vespasiano Gonzaga, del ramo cadetto dei Gonzaga, primo e ultimo duca di questa cittadina da lui pensata e definita “la città ideale”.

Molti sono gli spunti storici e architettonici  racchiusi  fra le antiche mura che ancora oggi richiamano lo splendore e la ricchezza della stirpe dei Gonzaga ,  fra questi  e con ammirato stupore, si apprezzano gli affreschi del Teatro all’Antica e le statue che dall’alto sovrastano il teatro.
In questa cornice magica si è svolta l’inaugurazione del primo evento dedicato al vino simbolo di questa antica terra della bassa padana: il Lambrusco.

Il Lambrusco, vitigno antico e nobile è stato, infatti,  il filo conduttore della due giorni di “Lambrusco a Palazzo” , evento che ha suscitato interesse e curiosità, svoltosi sabato 8 e domenica 9 giugno

Lambrusco a Palazzo, pensato e voluto da Sabbioneta, dal suo sindaco, dal suo assessore alla cultura, insieme alla sezione ONAV di Mantova che ne ha curato ad arte l’organizzazione  e presente alla kermesse con una nutrita “squadra” di  professionisti,  supportato dal distretto culturale Regge dei Gonzaga, dalle Strade dei Vini e dei Sapori Mantovani e dal Consorzio ‘Sablonetae Excèlsus’, è riuscito nell’intento di coniugare magistralmente questo vino con l’arte, la storia e la cultura fortemente radicata nel territorio

All’inaugurazione coordinata da Giovanni Sartori, assessore alla cultura e figlio di produttori di lambrusco, erano presenti il Sindaco, Dr.Marco Aroldi, l’Assessore alla cultura della provincia di Mantova, Dott.ssa F.Zaltieri,  la direttrice del distretto culturale Regge dei Gonzaga, Dott.ssa E.Aiello,  il rappresentante Onav della sezione di Mantova, Matteo Battisti, Vito Intini, presidente Nazionale Onav e Andrea Desana, promotore per la celebrazione del cinquantenario della DOC.

 

Il labirinto antico delle cantine gonzaghesche nei sotterranei del Palazzo Ducale sono state lo scenario perfetto per proporre e far conoscere i vari vini dei numerosi produttori partecipanti alla manifestazione dei territori interessati di Modena, Reggio Emilia, Parma e Mantova…  vini, raccontati al pubblico con passione e sapienza dagli assaggiatori ONAV presenti

Nel programma le degustazioni guidate sul tema: “Il Lambrusco, storia di un vino tra pregiudizi e gloria” a cura di Mauro Catena e “Metodo ancestrale, Metodo Martinotti o Metodo classico” 

 

“Il lambrusco è un grande vino, espressione di storia e cultura: non è un vino bibita e nemmeno un vino – coca cola, come a volte dicono gli americani. Il lambrusco nelle diverse tipologie ed etichette – ha spiegato Intini coadiuvato dal delegato Matteo Battisti – è un vino fresco, gradevole, fruttato, complesso ed accattivante, ma può essere anche evoluto e strutturato, con possibilità enologiche infinite. Può presentare colori violacei, intensi, vistosi ed eleganti. Può richiamare profumi e gusti di fiori freschi o appassiti, mirtilli, vaniglia, crostata di lampone, buccia di mela rossa, fragoline di bosco e frutta matura con un finale lungo e persistente».

Il Lambrusco.. un vino  presente alle corte dei Gonzaga  che  oggi, nella stessa cornice storica, diventa il simbolo   di  promozione del suo territorio d’origine in un modo culturalmente  nuovo  e sicuramente replicabile.

L’evento ha valorizzato il patrimonio enologico italiano nella cornice di una città storica dalle splendide ed emblematiche architetture, un patrimonio artistico italiano e non solo.

Siamo riconoscenti agli organizzatori, che hanno colto con entusiasmo l’occasione di inaugurare la manifestazione con il contributo di Andrea Desana, che ha portato la propria testimonianza a ricordo del ruolo avuto da suo padre nella stesura del progetto di legge che ha istituito la D.O.C. e così fissato un importante caposaldo nella nostra storia: ha infatti tutelato le nostre produzioni vinicole tipiche e i loro territori di origine, permettendoci di salvaguardare le nostre eredità culturali e ambientali.

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